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Il caso

Lucca, studenti esclusi dalla gita di classe. La protesta di una mamma: «È giusto portare solo i più bravi?»

di Gianni Parrini
Studenti su un pullman per la gita scolastica (foto archivio)
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Studenti su un pullman per la gita scolastica (foto archivio)

Fa discutere la decisione presa in una scuola media della Piana: la donna si è rivolta al Provveditorato per avere dei chiarimenti

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LUCCA. Studenti estromessi dalla gita per presunti motivi disciplinari, un genitore protesta e chiede spiegazioni al Provveditorato. Una vicenda che sta facendo discutere vede protagonista scuola media della Piana di Lucca. A portarla alla luce è la madre di un ragazzino di 13 anni che a fine mese avrebbe dovuto partecipare alla tanto attesa gita scolastica organizzata dalla scuola. Ebbene, a pochi giorni dalla partenza il ragazzino ha scoperto di essere stato estromesso (stessa sorte è toccata ad altri due studenti) per decisione del consiglio di classe. La madre dell’alunno, però, non ci sta e chiede spiegazioni. Soprattutto perché i motivi non sono chiari.

«Le scrivo – si legge nella lettera che la donna ha inviato al Provveditorato – in merito alla gita scolastica delle classi terze. Il 12 gennaio ad alcuni genitori è stato anticipato telefonicamente che alcuni alunni non potranno partecipare alla gita (con partenza il 29 gennaio) e che sarebbe seguita comunicazione scritta. Ci chiedevamo quanto fosse stato giusto così poco preavviso, ma soprattutto se fosse giusto il fatto che nessuno avesse specificato prima che sarebbe stata una gita a numero chiuso con un criterio di selezione in merito al quale alcuni alunni sarebbero stati esclusi. Chi ha stabilito i suddetti criteri e preso decisioni in merito avrebbe dovuto comunicarlo a priori, non dopo aver già informato ragazzi e famiglie che si sono ormai organizzati in tal senso. Ieri, dopo una lunga conversazione telefonica con il vice preside, sono emerse poche risposte chiare. Pertanto, abbiamo l'esigenza e il diritto di capire quanto, per un alunno in piena adolescenza, sia giusto essere escluso per motivi cosi futili come note di comune gestione scolastica: ha dimenticato il flauto o altre sciocchezze dovute alla poca maturità. Ci aiuti lei a dare delle spiegazioni logiche ad alunni e genitori, soprattutto in una scuola come la nostra, dove si elogia l'inclusivitá. È giusta un'esclusione così netta e drastica? È giusto per un alunno sentirsi escluso per delle note? Non per dei rapporti, non per delle sospensioni, non per comportamenti gravi di cui i genitori siano stati opportunamente informati? Ormai sono anni che come genitore conosco questa scuola, e ho sempre apprezzato il fatto che si procedesse per ogni cosa con il criterio di "o tutti o nessuno", per far si che i ragazzi si sentano parte di un gruppo e che si sentano solidali e responsabili per il bene comune. Quando vado in vacanza, anche se un figlio fosse più bravo dell'altro, non ne lascio a casa uno. Lei, se io lo facessi, cosa penserebbe?»

La lettera della signora è stata presa in seria considerazione dagli uffici del Provveditorato che hanno subito contattato il dirigente scolastico per avere dei chiarimenti. In attesa di avere una risposta scritta, a voce è stato spiegato che l’esclusione è stata decisa dal consiglio di classe, che ha ritenuto non opportuna la presenza dei tre studenti alla gita. Ma sui motivi di questa decisione non è stato detto di più. Il Tirreno ha provato, ma senza fortuna, a contattare il dirigente della scuola interessata per conoscere direttamente da lui i motivi dell’esclusione.

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