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Crac della Conte of Florence, chiesto un risarcimento da sei milioni all’ex curatore: chi è e di cosa è accusato

di Luca Tronchetti
A sinistra le fiamme gialle impegnate negli accertamenti a destra il professore ex curatore Riccardo Della Santina
A sinistra le fiamme gialle impegnate negli accertamenti a destra il professore ex curatore Riccardo Della Santina

Lucca, nell’esercizio provvisorio durato tre anni e mezzo il professionista avrebbe aggravato il dissesto senza facilitare la vendita del marchio della nota azienda di abbigliamento

30 novembre 2023
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LUCCA. La nuova curatela fallimentare della Conte of Florence – storico marchio toscano della moda risalente al 1952 con un buco accertato di 21 milioni di euro e che dava lavoro a 300 persone con 120 negozi sparsi in tutta Italia – ha intrapreso un’azione di responsabilità civile chiedendo un risarcimento danni di circa sei milioni al professor Riccardo Della Santina, 60 anni, residente a Viareggio, ma all’epoca dei fatti titolare di un studi professionali a Lucca e Pisa, ex curatore di quel crac milionario. Il professionista venne revocato dall’incarico nell’ottobre 2021 (e anche da tutte le altre procedure concorsuali aperte con il tribunale di Lucca pure nelle vesti di commissario) dai giudici del fallimentare (presidente Giulio Giuntoli, giudici Carmine Capozzi e Michele Fornaciari) con decisione presa in camera di consiglio in seguito ad accertate sottrazioni di somme dai conti correnti della procedura fallimentare Conte of Florence che, prima dell’inchiesta penale in cui il professore è accusato di peculato, erano stati stimati per circa un milione di euro.

La cattiva gestione

In attesa della richiesta di rinvio a giudizio del professore Della Santina da parte della procura della Repubblica, il nuovo curatore della Conte of Florence, il dottore commercialista Claudio Del Prete, nominato dal tribunale fallimentare, ha depositato la richiesta dell’azione di responsabilità di fronte al giudice civile Alice Croci nominando come legale l’avvocato Sergio Menchini del foro di Massa e professore associato di diritto processuale civile all’università di Pisa.

La cifra stimata in sei milioni di euro riguarda, non solo l’ammanco contabile, ma anche e soprattutto le responsabilità di mala gestio (cattiva gestione, inefficace e fraudolenta) nel corso dell’esercizio provvisorio della nota azienda di moda. Un esercizio provvisorio, durato tre anni e mezzo, che per la nuova curatela, supportata dalle indagini delle fiamme gialle, avrebbe aggravato il dissesto non facilitando la vendita dell’azienda che invece è avvenuta subito dopo che il nuovo curatore, Claudio Del Prete, ha chiuso l’esercizio provvisorio salvaguardando lo storico marchio toscano. Immediatamente dopo la chiusura dell’esercizio provvisorio l’azienda è stata venduta alla Cosmo spa di Teramo – che conta più di 50 punti vendita con marchio Globo in tutta Italia – per 3,1 milioni di euro attraverso una gara competitiva. Un’azienda di distribuzione al dettaglio di calzature, abbigliamento, sport e casalinghi, nata nel 1978 e cresciuta fino a figurare nella classifica stilata da Business Week tra le migliori 100 piccole imprese europee.

Azione di responsabilità

Un’azione di responsabilità contro il curatore revocato – irrilevante l’ autorizzazione del giudice delegato Carmine Capozzi – dovuta esclusivamente alla natura contrattuale del rapporto e del suo ricollegarsi alla violazione degli obblighi posti dalla legge a carico dell'organo concorsuale.

Con l’inchiesta della Guardia di Finanza praticamente conclusa, la decisione del commercialista Del Prete è stata la diretta conseguenza delle 73 operazioni in tre anni, dal 20 giugno 2018 al settembre 2021, effettuate su altrettanti conti correnti intestati alla curatela fallimentare della Conte of Florence con soldi finiti, senza il necessario mandato di pagamento dell’allora giudice delegato Giacomo Lucente, sugli otto conti personali intestati dal professor Riccardo Della Santina.

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