Il presidio
Lucca, niente piazza per Sandro Pertini: lo scontro in consiglio comunale. La versione del sindaco e gli attacchi del Pd
La bocciatura della mozione scatena un vespaio di polemiche. Pardini: «Non si parlava dell’ex capo dello Stato. C’è una commissione toponomastica che si occupa di questo»
LUCCA. Persino Sandro Pertini, consegnato alla storia come il presidente della Repubblica più amato dagli italiani, è diventata materia di scontro tra maggioranza e opposizione. La bocciatura nell'ultimo consiglio comunale della mozione, a firma di Daniele Bianucci (Sinistra con) e avente come oggetto l'intitolazione a Lucca di una via o strada alla memoria dell'ex esponente del partito socialista, ha suscitato un vespaio di polemiche sia nella fase dibattimentale che in quella successiva al voto, concluso con 17 contrari e 12 favorevoli, tra i quali il consigliere Luciano Panelli in quota Lucca 2032.
Il tutto in una serata dove non sono mancati accesi scambi di vedute. In maniera compatta le forze di minoranza non hanno esitato ad attaccare la giunta Pardini, impuntando al sindaco, a loro avviso, un colpevole silenzio sulla vicenda. «Siamo arrivati al dunque, se ce ne fosse stato bisogno – dice in una nota il Pd di Lucca –. Le maschere cadono e la realtà si fa avanti. La giunta comunale lucchese ha deciso che il presidente più amato dagli italiani, Sandro Pertini, non merita una via o una piazza intitolata. La motivazione è talmente surreale da lasciare sbigottiti, quanto vigliacca da far vergognare: “Se non l'avete fatto voi, perché dobbiamo farlo noi?”. L'immagine di Pertini entrata nella memoria collettiva è senz'altro quella dell'esultanza durante la finale dei mondiali di calcio del 1982, vinti dall'Italia. Fu un eroe italiano, antifascista convinto che si fece 14 anni di carcere per attività clandestina, per poi fuggire e diventare segretario del Partito socialista per l'Italia occupata dai nazisti. Divenne una delle personalità di primo piano della Resistenza, oltre che uno dei membri del Comitato di liberazione nazionale. Sincerità, lealtà e pulizia. Tutto quello che – prosegue la nota – sembra mancare alla compagine guidata dal Pardini che durante il consiglio ha negato la discussione in merito».
L’attacco dei Dem all’amministrazione comunale diventa ancora più duro riferendosi ad alcuni esponenti della maggioranza. «A Lucca, possiamo vivere anche senza una piazza intitolata a Sandro Pertini, ma da ieri sera (martedì scorso per chi legge, ndr) i lucchesi hanno potuto vedere lo spessore culturale della maggioranza – chiosa la nota Pd – Lucca non è questa. Siamo certi che presto sapremo ricollocarci all’interno della cultura democratica che ha guidato sempre, seppur nelle differenze, la politica lucchese».
Dello stesso tenore le critiche mosse alla giunta Pardini da Emiliano Fossi, segretario del Pd Toscana e Francesco Battistini, membro della segreteria regionale. «È vergognoso apprendere che la destra a Lucca abbia bocciato la mozione per l’intitolazione di una piazza a Sandro Pertini – dichiarano i due –. La giustificazione a cui hanno accennato riguarda una diversa road map fissata. La memoria è antifascismo e si esercita anche intitolando piazze e strade a donne e uomini che hanno combattuto per la libertà di cui oggi godiamo».
I consiglieri comunali dei gruppi del centrosinistra, oltre ad additare alcuni esponenti della maggioranza di aver compiuto ripetute provocazioni a loro danno, accusano Pardini di essere in balia dei propri alleati. «Fa specie il silenzio imbarazzante del sindaco, nella pratica commissariato dall'estrema destra che da più di un anno fa il bello e il cattivo tempo nelle scelte – spiegano –. Questa rimarrà una delle pagine più tristi della storia dell'assise di Palazzo Santini. Pertini ha rappresentato a pieno il senso dell'unità nazionale richiamato dalla Costituzione. Con la sole eccezione del consigliere Panelli, questa destra lucchese boccia l'idea di prevedere un ricordo alla sua memoria, a differenza di quanto fatto da altre città toscane pure di centrodestra». Contrarietà per l'esito di questa mozione è stata espressa anche dal coordinamento lucchese del Partito socialista italiano.
Contattato dal Tirreno il sindaco Mario Pardini ha dato la sua versione: «Non ho parlato per non essere strumentalizzato. La discussione, infatti, non era incentrata sulla figura di Pertini bensì sulle modalità con cui l’amministrazione intitola strade e piazze – spiega –. A questo riguardo abbiamo creato un’apposita commissione toponomastica e seguiamo una road map precisa per le nuove intitolazioni. Del resto nei dieci anni in cui è stato al governo il centrosinistra ha dato i nomi di chi voleva alle vie della città. Ora spetta a noi procedere come riteniamo opportuno. Sull’accusa di essere in balia della destra, dico che rispondiamo con i fatti».
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