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Il bando accoglienza è un flop: la Prefettura riceve solo un’offerta

di Gianni Parrini
Il bando accoglienza è un flop: la Prefettura riceve solo un’offerta

La proclamazione dello stato di emergenza renderà più snelle le procedure

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LUCCA. Migranti, il bando per l’accoglienza è un flop: solo un’offerta in prefettura.

Ma andiamo con ordine. A seguito dell’aumento degli sbarchi di migranti sulle coste italiane a fine marzo le prefetture avevano pubblicato degli avvisi esplorativi per trovare, oltre a quelle già in uso, nuove strutture in cui ospitare gli esuli. La prefettura di Lucca quantificava il fabbisogno di alloggi in 140 posti, di cui 80 per le singole unità abitative e 60 per i centri collettivi con capacità ricettiva massima di 50 posti. Per entrambi gli avvi era previsto che gli interessati vantassero un’esperienza in questa attività di almeno nove mesi nel corso degli ultimi tre anni. Il termine per presentare le candidature scadeva l’11 aprile. Ebbene a quella data agli uffici della Prefettura di Lucca era arrivata solo un’offerta, per di più per una singola unità abitativa.

L’avviso, dunque, si è rivelato un fiasco e ora bisognerà trovare altri modi per reperire velocemente alloggi da destinare all’accoglienza dei migranti. Gli strumenti per riuscire nell’intento arrivano direttamente da Roma. Su proposta del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, nei giorni scorsi il governo ha deliberato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale a seguito dell'eccezionale incremento dei flussi di migranti sulle rotte del Mediterraneo.

Lo stato di emergenza, sostenuto da un primo finanziamento di cinque milioni di euro, avrà la durata di sei mesi. La dichiarazione di emergenza consente di nominare un commissario, che avrà il compito di assicurare risposte più efficaci e tempestive sul piano della gestione dei migranti e della loro sistemazione sul territorio nazionale. Ad esempio, si potranno realizzare procedure e azioni più veloci per offrire soluzioni di accoglienza in tempi brevi con adeguati standard (in deroga al codice degli appalti). Ovviamente le prefetture saranno coinvolte direttamente in queste procedure, ma non hanno ancora ricevuto direttive a seguito della proclamazione dello stato di emergenza.

Sempre in tema di accoglienza, la maggioranza di governo sarebbe in dirittura d’arrivo per trovare la quadra sul m dimezzamento dei tempi di verifica per il rinnovo della protezione speciale, da quattro a due anni.


 

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