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cronaca

Branco di lupi assalta un ovile, uccise una dozzina di pecore

Colpito l’allevamento della famiglia Giorgi a Castelvecchio


23 giugno 2022 Gianni Parrini


CAPANNORI. Branco di lupi attacca un gregge nell’ovile e uccide una dozzina di animali. È successo nella notte tra martedì e mercoledì a Castelvecchio di Compito, paese collinare del territorio capannorese, nei pressi del centro abitato. «La mia casa è accanto all’ovile – racconta Sauro Giorgi, padre di Marco titolare dell’azienda “Le delizie della famiglia Giorgi” –. Attorno alle tre sono stato svegliato dai due cani maremmani che vigilano sul gregge. Abbaiavano, erano agitati e dato che non si calmavano sono uscito a controllare: le pecore che in questi giorni per il gran caldo dormono fuori dall’ovile erano tutte rintanate all’interno. Immediatamente ho capito che era successo qualcosa di brutto. Sono entrato e ho trovato la mattanza: quattro pecore adulte uccise, mentre altre due erano moribonde. In più c’erano sei-sette agnelli semi-sbranati. Era evidente che un branco di lupi fosse appena passato di lì. I cani stavano bene ma il più giovane appariva intimorito e questo mi fa pensare che si siano trovati davanti un branco di quattro o cinque lupi, che in pochi minuti sono stati in grado di fare quel massacro. Non è la prima volta che capita in questa zona: una decina di giorni fa è successa la stessa cosa a un altro allevatore che abita a circa un chilometro. Lui ha dei pastori del Caucaso che sorvegliano gli animali ma quella sera non li ha tenuti fuori e i lupi ne hanno subito approfittato uccidendo tre o quattro pecore».

La preoccupazione cresce anche perché ormai i lupi si avvicinano senza timori ai centri abitati e per chi ha degli animali il rischio è concreto: «La mia casa e l’ovile – racconta ancora Sauro Giorgi – sono a 100 metri dal paese, dalla chiesa, dal bar e dalle abitazioni. Mi dica lei stasera dove devo sistemare le oltre 200 pecore che mi rimangono: prima le tenevo in padule ma proprio per paura dei lupi le avevo portate qui vicino casa. Ma se le chiudo nell’ovile muoiono dal caldo e se le lascio libere vengono sbranate. Da dove vengono questi lupi? Dalla zona compresa tra il lago della Gherardesca e l’oasi del Bottaccio. Alcuni cacciatori di cinghiali li hanno visti in quelle zone nelle notti scorse».

Per chi fa l’allevatore questi attacchi sono un notevole danno economico: «Pare che la Regione rimborsi i proprietari degli animali uccisi – spiega ancora Sauro Giorgi – si parla di 180 euro a capo. Ma non è granché se si considera che prima che un animale diventi produttivo servono un paio di anni. E in quei due anni mangia. Al di là dell’importo i tempi per avere i rimborsi sono lenti. In un anno e mezzo è la terza volta che i lupi attaccano il mio gregge. È successo a maggio, giugno e agosto del 2021. Ebbene ancora non ho visto un euro nonostante abbia fatto richiesta». Giorgi deve contare le pecore che gli sono rimaste per capire quante effettivamente ne mancano all’appello. «Al di là di quelle trovate morte e delle due ferite – racconta – devo vedere se altre sono scappate via per la paura dei lupi».

Sulla vicenda interviene anche la Cia Toscana Nord: «La situazione sta sfuggendo di mano – afferma il direttore Alberto Focacci – e non si sta facendo niente per rimediare. I lupi non hanno paura dell’uomo, questo è un dato di fatto testimoniato dall’attacco di questa notte. Il fatto di essere nell’abitato di Castelvecchio non ha fermato il branco che ha sbranato le pecore di Giorgi. Ritengo sia necessario e urgente affrontare il problema».

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