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Nel futuro del primario Giovanni Bagnoni due cliniche private per la cura della pelle – Le sedi di Luxcare

di Martina Trivigno

	Il primario Giovanni Bagnoni e sotto la compagna Alessandra Benedetta Caffaz, imprenditrice carrarese che aprirà i due centri Luxcare
Il primario Giovanni Bagnoni e sotto la compagna Alessandra Benedetta Caffaz, imprenditrice carrarese che aprirà i due centri Luxcare

Una sarà inaugurata a Livorno, l’altra a Marina di Carrara. Ad aprire i centri la compagna del dermatologo Alessandra Benedetta Caffaz

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LIVORNO. Due centri privati – uno a Livorno e l’altro a Marina di Carrara – dedicati alla cura della pelle. Ed è qui che, già da metà marzo, i macchinari di ultima generazione di “Luxcare”(questo il nome) potrebbero incontrare la competenza e l’esperienza di Giovanni Bagnoni, primario di Dermatologia degli Spedali Riuniti e anche del Nuovo ospedale Apuane di Massa che, nei primi giorni di dicembre, ha rassegnato le dimissioni.

Il Tirreno lo aveva anticipato nei giorni scorsi, specificando come il medico sarebbe pronto a intraprendere una nuova esperienza lavorativa fuori dal perimetro del servizio pubblico, approdando nei due centri sanitari privati. Una decisione maturata dopo anni di responsabilità e di lavoro in prima linea, che arriva in un momento particolarmente delicato per il sistema sanitario: stando a quanto si apprende, tra le ragioni alla base della scelta del dermatologo ci sarebbero anche (ma non solo) le condizioni strutturali in cui versa l’ospedale di Livorno con il progetto del nuovo presidio che ancora non è decollato. Così Bagnoni, 61 anni, primario di lungo corso (a Livorno dal 2012 e a Massa dal 2019) e figura di riferimento per la cura dei tumori della pelle (non a caso è il coordinatore clinico dell’Unità di melanoma e tumori cutanei per l’Asl Toscana nord ovest), sarebbe pronto ad avviare una nuova fase del proprio percorso professionale che si intreccerà anche a quello personale: i due centri privati “Luxcare”, infatti, saranno aperti e guidati dalla compagna Alessandra Benedetta Caffaz, imprenditrice carrarese.

Da quanto si apprende, si tratta di strutture che puntano a offrire servizi all’avanguardia per la cura della pelle, inserendosi in un segmento della sanità privata in costante crescita: dal foto-ringiovanimento del viso al laser per eliminare le smagliature e anche macchinari per combattere le macchie della pelle. In questo quadro di innovazione, non è difficile da comprendere come la presenza di un professionista con l’esperienza di Bagnoni rappresenti, in questo senso, un elemento di rilievo per il progetto “Luxcare”, che mira a consolidarsi sul territorio.

Allo stesso tempo, la vicenda si intreccia con un passaggio delicato per la sanità locale. Bagnoni, infatti, è primario in due ospedali del territorio e la sua uscita dal sistema pubblico apre una fase di riflessione e di confronto all’interno dell’Asl Toscana nord ovest: fonti sanitarie confermano che l’Azienda sta lavorando per valutare ogni possibile soluzione utile a garantire la continuità assistenziale e a preservare il patrimonio di professionalità costruito nel tempo e, perché no, cercando di far sì che Bagnoni a resti ancora in servizio.

L’obiettivo, infatti, non è solo organizzativo, ma anche strategico: evitare che competenze chiave si disperdano e assicurare stabilità ai reparti coinvolti. In quest’ottica, sono in corso interlocuzioni e approfondimenti, nel rispetto dei ruoli e delle scelte individuali, per comprendere se e come mantenere un legame professionale con il medico.

In ogni caso il passaggio verso la sanità privata non viene letto come una contrapposizione al pubblico, ma come una scelta che si inserisce in un percorso umano e lavorativo più ampio, maturato dopo anni di responsabilità ai vertici di reparti ospedalieri.

La vicenda riaccende, inevitabilmente, il dibattito sul rapporto tra sanità pubblica e privata, soprattutto nei territori dove l’equilibrio tra le due dimensioni è particolarmente sensibile.

Da una parte la libertà dei professionisti di orientare il proprio futuro, dall’altra la necessità, per il sistema pubblico, di trattenere competenze fondamentali per garantire servizi di qualità ai cittadini.

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