Il Tirreno

Lucca

L’analisi del colonnello Mazzone 

La contraffazione ci ruba soldi e oltre 80mila posti di lavoro

L.s.

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCa

Un’operazione importante, per quantità e per qualità, vista la ramificazione dell’organizzazione e il profitto illecito calcolato dagli uomini della finanza. Eppure operazioni del genere “scaldano poco il cuore” dell’opinione pubblica, che tende a considerare reati come la contraffazione quasi dei “peccati veniali”. Invece, basta ragionarci un po’ su per rendersi conto che il danno, anzi, i danni, prodotti sono pesanti e ci toccano direttamente.

Un aspetto sottolineato dal colonnello Massimo Mazzone: «quello della contraffazione viene spesso definito un reato minore, un reato di “serie B”, non pericoloso. Invece è pericoloso eccome, per più motivi. Intanto c’è l’aspetto pubblico, rappresentato dal mancato gettito, che è valutato tra i 7 e i 10 miliardi di euro: sono due punti di Iva». Soldi tolti alle casse dello Stato, soldi tolti a noi, a voci come istruzione, sanità, ma anche sicurezza contro quei reati che, nel nostro immaginario collettivo, definiamo di “serie A”.

Ma non c’è solo questo: «C’è anche un aspetto privatistico – ha ripreso Mazzone – rappresentato dalla concorrenza sleale verso quelle imprese che invece fanno le cose regolari, imprese che non a caso temono di più la contraffazione che non altri reati quali furti o rapine. Secondo un’indagine europea si calcola che questa pratica illegale per il nostro Paese si traduca in perdita di occupazione, tra gli 80 e i 100mila posti di lavoro. E poi c’è un altro aspetto, quello della salute pubblica. Certo se parliamo di contraffazioni alimentari, o di cosmetici, è facile capire i rischi cui si va incontro utilizzando dei prodotti contraffatti. Beh, per i capi di abbigliamento la cosa non è tanto diversa, visto i prodotti che possono essere utilizzati nella produzione. Per fare un esempio è capitato di trovare scarpe che erano realizzate con colle altamente tossiche». Insomma, mica tanto “serie B”. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il disastro

Terremoto in Venezuela, trovato il corpo di Giuseppe Colaianni: ha salvato la moglie prima di morire – Il dolore del figlio in Toscana

di Redazione web