Gino “Fuso” Carmignani e la vendemmia «Sarà ok, ce la faremo»
MONTECARLO
«Sarà una buona vendemmia, nel segno della qualità. Magari inferiore al 2019, ma ci aspettiamo una bella annata, sperando anche in una ripresa economica». Gino"Fuso" Carmignani, viticoltore produttore e presidente del Consorzio della Doc di Montecarlo, appena duecento ettari e quasi un milione di bottiglie prodotte all’anno, fa le carte alla vendemmia 2020.
Una vendemmia particolare, condizionata dal Covid. «Nonostante la pandemia e il periodo della quarantena forzata le vigne sono state curate con la solita attenzione, preparazione e passione - dice - ci attendiamo un’annata nelle medie sul piano quantitativo, ma che avrà una qualità elevata perché i grappoli non hanno subito traumi, lo stato fitosanitario è buono, la vite è stata precoce ed ha raggiunto un buon equilibrio vegetativo e le escursioni termiche anche di 15 gradi tra giorno e notte sono un toccasana e anche la pioggia prevista per la prossima settimana sarà assorbita senza problemi e può influenzare in maniera positiva la resa. Il vino, come amo ricordare, non esiste in natura, è necessaria la mediazione dell’uomo che deve tenere conto di numerose variabili, anche negative, nella creazione di questa bontà».
Alla luce della pandemia - anticipa Carmignani - «dovremo pensare a vini più strutturati, più intensi e di lunga durata in previsione di una nuova ondata di virus. Quindi servirà più che mai l’esperienza e la sapienza di chi fa vino». Il Covid ha lasciato un segno concreto, il vino rimasto nelle cantine e ha ridotto fortemente le presenze di turisti e la conseguente vendita diretta.«Le aziende sono sature e non aiuta anche la chiusura di alcuni ristoranti e alberghi che erano lo sbocco del vino montecarlese. Ma sapremo superare anche questo ostacolo, siamo fiduciosi che questa crisi sarà messa alle spalle». —
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