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Palazzo Pfanner, manifesti e rarità di Sordi e Fellini

Palazzo Pfanner, manifesti e rarità di Sordi e Fellini

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Uno degli appuntamenti più interessanti del Lucca Film Festival e Europa Cinema è la mostra “Alberto Sordi, Fellini e i Vitelloni: 100 anni insieme”, che aprirà domani in palazzo Pfanner e sarà visibile fino al 15 ottobre. L’esposizione è un omaggio a due giganti del cinema italiano e internazionale, di cui ricorre quest’anno, a soli sei mesi di distanza, il centenario della nascita. A Palazzo Pfanner saranno esposti materiali per lo più inediti, con delle vere chicche: manifesti originali di numerosi film, affiancati dai dipinti che li hanno ispirati, locandine, fotobuste, bozzetti, libri, foto di scena, colonne sonore in vinile e cd, tutto proveniente dalla collezione privata del lucchese Alessandro Orsucci. All’inaugurazione parteciperà Alberto Paradossi, il giovane attore che ha interpretato il ruolo di Fellini nel film di Luca Manfredi Permette? Alberto Sordi.

Orsucci, ormai da quasi trent’anni, raccoglie con grande passione materiale originale pubblicitario del cinema italiano e dei capolavori del cinema americano. Alberto Sordi è la punta di diamante del suo particolarissimo archivio, oltre 600 pezzi, tutti originali. Per l’inaugurazione della mostra è previsa la presenza della mitica e inimitabile Sandra Milo

Altra mostra importante, a OlioSuTavola da domani fino al 4 ottobre è “L’amore durante la fine del mondo”, una raccolta di tecniche miste di Antonio Sidibè. L’esposizione, a cura di Alessandro Romanini, nasce dall’idea di accogliere in una pubblicazione, creata ad hoc, un’indagine dedicata alle diverse relazioni che intercorrono tra cinema, letteratura ed altre arti. La nutrita serie di disegni, tutti in penna bic e acrilico bianco, è realizzata dal giovane artista toscano e si ispira al grande cinema d’autore. The Zero Theorem di Terry Gilliam, La jetèe, cortometraggio del 1962 di Chris Marker da cui trae spunto L’esercito delle dodici scimmie, sempre di Terry Gilliam, La haine di Mathieu Kassovitz, The tree of life di Terrence Malick sono alcune delle pellicole rievocate dall’arte del giovane autore toscano.—

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