Il Tirreno

Lucca

MAXI CONDANNA IN TRIBUNALE 

Minaccia di far saltare in aria la casa comprata all’asta

L.T.
Minaccia di far saltare in aria la casa comprata all’asta

Cinque anni e sei mesi  a Francesco Barberio, barese residente a Montecatini accusato di estorsione  ai danni di un impresario   

2 MINUTI DI LETTURA





ALTOPASCIO

Minaccia di far saltare in aria la casa di Spianate che un impresario ultrasessantenne di Pescia aveva acquistato ad un’asta fallimentare. E nei giorni successivi l’acquirente trova un escavatore che sta facendo lavori nella proprietà appena acquistata. Così terrorizzato chiede al giudice delle esecuzioni, Giacomo Lucente, la revoca dell’aggiudicazione del lotto relativo a quella casa. Revoca che ottiene, ma che porta il giudice ad inviare gli atti alla procura della Repubblica che apre un procedimento penale nei confronti del soggetto autore di una vera e propria estorsione ai danni del malcapitato compratore. La vicenda risale al 2015 e nei guai finisce Francesco Barberio, 64 anni, barese, residente a Montecatini. L’imputato viene condannato ieri mattina dal giudice Giuseppe Pezzuti a 5 anni e 6 mesi di reclusione con l’accusa di estorsione.

Secondo l’accusa l’uomo era convinto che quell’abitazione di Spianate dovesse toccare a lui. Evidentemente aveva messo da parte dei soldi per l’acquisto della casa e quando l’impresa edile era fallita pensava di poterla comprare all’asta. Ma le cose erano andate diversamente. Così, stando all’accusa, Barberio avrebbe affrontato in malo modo l’acquirente appena giunto a Spianate per visitare l’abitazione. «Questa casa è mia e su tu verrai ad abitarci la farò saltare in aria» la minaccia più o meno esplicita nei confronti dell’imprenditore pesciatino. Impaurito ancor di più quando, nei giorni successivi, si accorge che c’è una ruspa che sta scavando senza autorizzazione. Così scrive al giudice e ottiene la revoca dell’aggiudicazione. I soldi spesi tornano indietro e la casa va di nuovo all’asta. Ma anche in quel caso ad aggiudicarsela non è Barberio.

Gli atti finiscono in procura e il sostituto Enrico Corucci delega la pg della Guardia di Finanza per gli accertamenti del caso. Una volta completato l’iter il magistrato chiede e ottiene dal gip il rinvio a giudizio con l’accusa di estorsione. Dopo una serie di udienze il procedimento penale arriva a sentenza di primo grado. Lette le motivazioni il legale dell’imputato ricorrerà in Appello.

Nel 2019 Francesco Barberio è stato condannato dal tribunale di Pistoia a un anno di reclusione per esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Il motivo? Era accusato di aver minacciò un geometra per un debito.

«Quando non si pagano i debiti a volte ci si spacca le gambe e non si sa chi è stato». Questa la frase che, per l’accusa, avrebbe pronunciato alcune volte nel studio e nella sua abitazione di Pescia del malcapitato professionista che si era visto mostrare le fotografie dei propri familiari, accompagnate da apprezzamenti dietro cui parevano celarsi promesse di ritorsione. “Pressioni” per un debito non saldato di 54.000 euro che si erano succedute dal marzo 2009 al settembre 2010. Inizialmente, anche in quel caso, l’accusa era di estorsione. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il disastro

Terremoto in Venezuela, trovato il corpo di Giuseppe Colaianni: ha salvato la moglie prima di morire – Il dolore del figlio in Toscana

di Redazione web