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Lucca

Viaggio tra i seggi, tra mascherine, file ordinate e gel

Barbara Antoni
Viaggio tra i seggi, tra mascherine, file ordinate e gel

«Ci auguriamo di essere in tanti», dicono gli elettori in attesa di votare

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Barbara Antoni / lucca

File ordinate, mascherina, transenne mobili o adesive, gialle e nere, per il distanziamento, fissate a terra; ingressi diversificati: da una parte si entra da un’altra si esce. Le elezioni, nel 2020, sono così. In un allestimento insolito, ma gli elettori, quasi tutti, non ci fanno caso: la mascherina è diventata ormai un accessorio quotidiano. Si può dire che sia perfino scomparsa dentro il valore e il significato di esercitare il diritto di voto.

È quanto hanno testimoniato con le proprie parole gli elettori incontrati e ascoltati ieri in tre sedi di seggio numerose di Lucca: la scuola Chelini di San Vito, la primaria di San Concordio e la primaria di Sant’Anna.

San Vito

Ore 16, domenica 20 settembre. Alla scuola Chelini tutto procede ordinato. Il corridoio che porta alle sezioni 18, 19 e 42 è stato suddiviso in tre corsie e mentre l’ingresso è da via delle Cornacchie, da dietro c’è l’uscita. Più facile di così. «Le tre corsie sono una mia idea - spiega Amedeo Stagnitta, presidente della sezione 19. Stamani quando sono arrivato non c’erano separazioni né ingressi diversificati. Abbiamo apportato questo intervento e sta filando tutto liscio. L’affluenza è oltre la media nazionale». La presidente della sezione 18 è Elena Sodini: «Nessuno è venuto senza mascherina. Solo un elettore non voleva sanificarsi le mani al seggio perché diceva di averlo fatto all’ingresso della scuola. Siamo tranquilli: per lo spoglio useremo i guanti, questa precauzione sarà necessaria». Brunella Bianchi ha appena votato alla Chelini: «Andare a votare con la mascherina mi ha fatto effetto: non è bello ma ci si adagia. Votare però bisogna». E così Sandra Della Lucia, 23 anni, lavora alla Misericordia di Lucca: «Venire a votare con la mascherina è un po’ strano ma votare è indispensabile. Al seggio ho trovato una buona organizzazione».

san concordio

All’ingresso dei seggi 62 e 62, alla elementare di San Concordio c’è Antonella Guareschi, dipendente comunale del Suap - una dei componenti della task force che affianca la Protezione Civile nella vigilanza sulla sicurezza dei seggi - con il giubbotto fosforescente. «Finora l’affluenza è stata buona, nessun problema», spiega. Alle 16,30 di ieri, l’affluenza è continua. «Il voto è sentito - spiega Angelica Marchi, segretaria del seggio 62 -. Questa mattina (ieri mattina, ndr) alle 6,50, quando siamo arrivati, c’erano già elettori ad attendere che le urne si aprissero». «È un voto importantissimo - sottolinea anche l’elettrice Annagrazia Giorgi, mentre esce dalla scuola dove ha votato -. Specialmente in Toscana, dove si gioca una bella partita. Spero proprio che la gente vada a votare». «Questa volta sono venuto a votare con la speranza nel cuore - dice un altro elettore, Marco Davini -. Di recente ho avuto problemi di salute. Indossare la mascherina mi sembra proprio l’ultimo dei problemi». Simone Paisano, 21 anni, studente universitario alla facoltà di Sociologia, racconta che «il voto per il referendum costituzionale non è stato una scelta facile. Il disegno di legge non era semplice e l’ho dovuto leggere più volte prima di decidere. Alle regionali invece era una scelta costretta: io e il mio gruppo di amici abbiamo tutti votato sulla stessa linea». Alla primaria di San Concordio hanno appena votato anche Fabrizio Gigli e Sandra Betti, una coppia. «È andato tutto bene. Sono elezioni importanti e non potevano mancare: ci auguriamo che l’affluenza sia consistente», dicono.

sant’anna

Antonio Rama è il presidente della sezione 29. Sono da poco passate le 17. «Alla primaria di Sant’Anna l’affluenza ai seggi è molto alta, maggiore che in molte altre sezioni. Il flusso di elettori in arrivo è continuo, ma le file finora sono state al massimo di sei persone». Silvia Avallone ha appena votato alla primaria di Sant’Anna. «L’emergenza Covid è stata gestita bene ai seggi, c’erano segnali anche sul pavimento. A mio avviso però c’è stata poca informazione sui programmi dei candidati delle regionali. La campagna elettorale mi è sembrata più una passerella di curricula che un’occasione per spiegare, ogni parte, il proprio progetto». Domenico Izzo è appena uscito dal seggio. «Ho trovato meno ressa che ad altre elezioni, evidentemente sono stati bravi a gestire la situazione. Sono venuto a votare perché tutte le elezioni sono importanti, anche se qualche volta sono stato più invogliato a farlo. Sono sempre andato a votare: fosse solo perché nel ’44 qualcuno si è fatto fucilare perché io potessi essere qui». —

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