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«Emergenza licenziamenti» La Fiom verso la mobilitazione

«Emergenza licenziamenti» La Fiom verso la mobilitazione

Kme e Perini Navi sono le aziende che più preoccupano il sindacato Il 2020, per l’azienda siderurgica, «si chiuderà sicuramente sotto budget»

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Emergenza licenziamenti. Secondo il direttivo provinciale della Fiom Cgil è questa la preoccupazione più forte dettata dalla situazione economica e sociale determinata dalle conseguenze del corona virus.

«Essere riusciti a ottenere la proroga della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti fino alla fine dell'anno è stato un grande risultato - spiega la Fiom in un documento -. Senza questi provvedimenti saremmo già in una situazione estremamente drammatica. Dobbiamo prepararci a resistere e a far fronte a una vera e propria emergenza licenziamenti, soprattutto nelle aziende di piccole e piccolissime dimensioni. Nelle principali aziende la pandemia ha enfatizzato le condizioni preesistenti». Il rischio è forte, secondo il sindacato provinciale diretto da Mauro Rossi. «Assistiamo e assisteremo a politiche tendenti ad accaparrarsi pezzi di mercato attraverso iniziative di concorrenza spietata, che sconterà un abbassamento dei margini di utilità con conseguenze negative per le aziende più deboli e meno strutturate. Dovremo affrontare questa situazione con nuovi parametri e nuovi strumenti. C’è necessità di una radicale riforma degli ammortizzatori sociali che punti ad una redistribuzione degli orari di lavoro, deve essere finanziata la continuità del lavoro e non la sua interruzione».

Secondo la Fiom, a livello provinciale, i casi più eclatanti sono due. Nella nautica, la situazione di Perini Navi. «La sua crisi sta esplodendo - dice la Fiom - e i tempi a disposizione per un suo salvataggio sono strettissimi. Sull'ultima ipotesi avanzata dalla direzione aziendale per una ristrutturazione dei debiti aspettiamo di conoscere il piano industriale con i suoi riflessi produttivi e occupazionali ma certo non ci convince la scelta di un fondo di investimento come partner».

E poi il caso Kme, «dove le conseguenze del Covid - agggiunge la Fiom - hanno influito in maniera diversificata ma molto marcata con l’inizio del secondo semestre. Qui i problemi per le due realtà produttive non sono pochi, vengono da lontano e si trascinano da oltre dieci anni. Mentre l’azienda continua a manifestare ottimismo, in Kme Italy permane un uso costante della cassa integrazione, anche ai massimali, mentre è bene ricordare che prima della cassa covid-19 in E.M. Moulds si è stati costretti addirittura all’utilizzo di permessi non retribuiti, per mancanza di ammortizzatori sociali. La situazione non cambierà nel breve perodo, e si stima che il calo degli ordinativi rispetto alla previsione annuale possa stagnare mensilmente tra il -25% dei laminati al -40% per le lingottiere. Se così fosse, il 2020 si chiuderà sicuramente sotto budget. A breve sarà possibile un nuovo ricorso agli ammortizzatori sociali ma non è questo che i lavoratori si aspettavano in risposta ai loro sacrifici. La Fiom è pronta a iniziative di mobilitazione e solidarietà per le vertenze aperte sul territorio». —

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