Investigatore privato lucchese indagherà sul caso Ragusa
Sarà un consulente della difesa di Antonio Logli, l’uomo condannato a 20 anni per l’omicidio della moglie
Lucca. Un incarico formale per chiedere la revisione del processo sul caso Ragusa e tra le figure di cui si avvarrà il nuovo avvocato del marito, condannato per l’omicidio della moglie (di cui non è mai stato rinvenuto il corpo), vi è anche quella di un professionista lucchese.
Come anticipato dal Tirreno Antonio Logli si è rivolto a un nuovo legale, il terzo, per chiedere di riaprire un caso che in tre gradi di giudizio lo ha consegnato agli annali della cronaca come l’autore dell’omicidio della moglie, Roberta Ragusa.
In una nota l’avvocato Simone Ciro Giordano scrive che Logli, «pur nel rispetto della decisione del Tribunale che lo ha ritenuto colpevole dei reati di omicidio e distruzione di cadavere, con sentenza definitiva, mi ha conferito espresso mandato affinché valuti gli estremi per presentare istanza di revisione del processo poiché si dichiara innocente».
La firma dell’incarico è avvenuta giovedì. E da quel momento l’avvocato è a tutti gli effetti il nuovo difensore dell’ex impiegato comunale di Gello che sta scontando una condanna a 20 anni. «A tal fine – continua il legale – lo stesso Logli ha nominato quale consulente criminologa la dottoressa Anna Vagli e il dottor Davide Cannella in qualità di investigatore privato. Nei prossimi mesi saranno valutati tutti gli atti processuali, al fine di verificare la fattibilità di quanto richiesto dal detenuto».
I tempi non saranno brevi. Le 12mila pagine dell’inchiesta racchiudono le informative dei carabinieri del nucleo investigativo e le dichiarazioni dei testimoni. Nelle pieghe delle migliaia di pagine la squadra difensiva creata attorno a Logli dovrà trovare elementi finora non considerati che potrebbero far tornare il caso al centro di un giudizio. All’investigatore privato Cannella, titolare dell’agenzia Falco di Lucca che ha nel suo curriculum numerosi casi di rilievo nazionale (uno su tutti il mostro di Firenze, ndr) il compito di individuare lacune e possibili spunti ritenuti sufficienti per chiedere alla Corte d’Appello la revisione del processo.
«Sto leggendo gli atti – spiega l’investigatore privato – a breve vedrò il cliente. È indispensabile per stabilire un’eventuale intesa. Per ora posso dire che infliggere una condanna del genere dopo la sparizione di una donna con il ragionamento che non poteva essere altro che il marito mi sembra eccessivo. C’è molto da lavorare, ma siamo fiduciosi». —
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