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il ricordo 

Michela Fanini, 25 anni da quel giorno terribile

Michela Fanini, 25 anni da quel giorno terribile

A Lunata si commemora la campionessa di ciclismo  scomparsa giovanissima in un incidente stradale

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CAPANNORI. Sono già passati 25 anni da quel funesto pomeriggio, piovigginoso, tipicamente autunnale, quando complice l’asfalto sdrucciolevole, la campionessa lucchese Michela Fanini, ad appena 21 anni, perse il controllo della sua auto, diventando a tutti gli effetti leggenda del ciclismo femminile. Il dramma avvenne a poche centinaia di metri da casa sua. Lei, che di chilometri con la squadra e con la nazionale ne aveva fatti a centinaia di migliaia.

I genitori Giulietta e Brunello, i fratelli Daniela e Piero, i parenti e gli amici si ritroveranno, sabato 26 alle 8, alla Basilica della Madonnina di Lunata per una semplice ma sentita cerimonia in ricordo di Michela.

La giovane età non le aveva impedito di vincere tutto o quasi in sella alla sua bici e di farsi apprezzare dalla gente per la sua giovialità e generosità; quella stessa generosità che la portò così giovane ad iscriversi all’Aido e a ridare speranza ad alcuni ragazzi in difficoltà grazie alla donazione dei suoi organi. Michela si era già aggiudicata un Giro d’Italia, la medaglia di bronzo nella cronometro a squadre ai Mondiali di Norvegia, un Campionato Italiano e quattro tappe al Tour dove conquistò anche la maglia di leader della classifica a punti.

Per le imprese sportive e, soprattutto, per la sua bontà d’animo Michela è rimasta nei cuori di tutti, anche di chi non la conosceva personalmente, come dimostrano le numerose attestazioni di affetto e le intitolazioni di piazze e strade un po’in tutta Italia: la pista ciclabile lungo viale Castruccio Castracani a Lucca, la piazza centrale di Segromigno Piano, quelle di Paganico e di Campi Bisenzio, una pista ciclabile a Lunata, a Torre del Lago e a Cervia, il ciclodromo a Vaiano di Prato e le vie a Mozambano (Mantova) e a Crocetta del Montello (Treviso). Inoltre, in Aquitania, in Francia, nella frequentatissima cappella dedicata ai ciclisti che hanno fatto la storia di questa disciplina (la “Notre-Dame Des Cyclistes”) c’è una foto di Michela proprio all’ingresso del Santuario a far da ala a una statuetta della Vergine insieme al famoso passaggio della borraccia fra Coppi e Bartali. E una maglia della campionessa lucchese si trova nel Museo del Ciclismo del Ghisallo.

A lei viene dedicato il Giro della Toscana Internazionale Femminile organizzato proprio in suo onore da papà Brunello. Una manifestazione fra le più importanti al mondo che quest’anno, in occasione dell’edizione numero 24, è tornata ad avere un arrivo in piazza Mazzini a Pescia; nello stesso luogo dove 25 anni prima Michela scrisse il suo nome nell’albo d’oro del Giro d’Italia. —

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