Marco Brinzi sul palco di San Vito quartiere dov’è nato
L’attore lucchese omaggia il suo quartiere esibendosi nello spettacolo da lui ideato e interpretato, “Oltre le Mura”
LUCCA. Quando uno spazio in completo stato di abbandono si trasforma in un grazioso teatro all’aperto per dare vita a tante iniziative socio-culturali che coinvolgono l’intera comunità. Accade a San Vito, quartiere popolare di Lucca, costruito negli anni ’70 che all’epoca gli abitanti battezzarono Chicago per quella vivacità che aveva assunto la zona, fino ad allora semideserta e trascurata. Il tempo è passato veloce e oggi San Vito non è più quel luogo dimenticato, ma una delle periferie più dinamiche, ricca di attività e realtà associative.
San Vito è anche il quartiere dov’è nato l’attore Marco Brinzi che, pur vivendo ormai in giro per il mondo, passando dai palcoscenici più prestigiosi ai grandi set televisivi e cinematografici, al fianco di star internazionali, non ha mai dimenticato le sue origini. Appena può torna a casa per abbracciare la famiglia e gli amici di sempre, ma stavolta ha voluto fare qualcosa di più per dare lustro ai luoghi che frequentava finché non ha spiccato il volo verso la celebrità. Ha prestato il proprio talento artistico per valorizzare uno spazio nuovo all’aperto, con l’intento di valorizzare il quartiere e le sue infinite risorse. Era un sogno che coltivava da tempo e finalmente c’è riuscito. Domenica 10 giugno il piccolo anfiteatro di San Vito ospiterà lo spettacolo “Oltre le Mura - luoghi e persone, sapori e parole” ideato e interpretato da Brinzi con le musiche degli Waits, in collaborazione con Talitha Ciancarella di Lucca Libri, moderatrice della serata patrocinata dal Comune e promossa con l’associazione Il Tondo e il laboratorio Asola e Bottone. L’appuntamento è alle 21 con ingresso (libero) da via Giorgini. La serata si svilupperà con un’alternanza tra musiche popolari e letture, per concludersi con una degustazione di dolci. Si parte dagli autori lucchesi Cesare Viviani, Gino Custer Nobili, Giovanni Pascoli ed Enrico Pea per arrivare ai temi caldi dell’emigrazione con testi del Petroni legati alla Resistenza, passando per Trilussa, Tobino, Pasolini e Totò. Il tutto incentrato sui temi della lingua dialettale, del cibo e del territorio quali ambiti dell’identità umana. «L’obiettivo -spiega l’attore - è la riscoperta delle tradizioni locali, ma anche la rivalutazione di spazi inutilizzati come questo che spero diventi luogo di aggregazione e sia da stimolo per altre realtà esterne al centro storico, affinché acquisiscano la loro identità e sappiano proporre iniziative che richiamino l’attenzione della comunità». Proposta che trova concorde l’amministrazione comunale che, attraverso il vice sindaco Giovanni Lemucchi, intervenuto alla presentazione dell’iniziativa, ringrazia il mondo associativo «che - dice - ci ha aiutato nel reperimento di fondi necessari per tanti ottimi risultati».
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