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Lucca

Palazzo Tucci, il gioiello “viennese” nel centro di Lucca

di Paola Taddeucci
Palazzo Tucci, il gioiello “viennese” nel centro di Lucca

La residenza della famiglia, trasformata in albergo d’epoca apre le porte ai visitatori per iniziativa dell’Archivio di Stato

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LUCCA. Erano ricchi, anzi ricchissimi. E vollero trasformare la loro antica dimora cinquecentesca in un palazzo sontuoso, elegante e innovativo come nessun altro aveva in città. Tanto che per disegnarlo chiamarono il progettista più all'avanguardia del tempo, al quale non parve vero di esprimersi liberamente e di portare a Lucca il gusto austriaco-viennese cui s'ispirava.

Nacque così, dal connubio tra i Tucci e l'architetto Ottaviano Diodati, il palazzo di via Cesare Battisti che porta il nome della famiglia lucchese ed è tuttora di proprietà dei discendenti: Carlo e il figlio Alessandro. Risalente alla fine del 1700, la dimora tardo barocca - il cui piano nobile da alcuni anni è un albergo-residenza d'epoca gestito dal giovane Tucci - ha aperto eccezionalmente al pubblico gran parte delle sue stanze, mostrando una meraviglia dietro l'altra.

A cominciare dall'atrio, già innovativo perché non più luogo di passaggio o di lavoro, ma spazio di rappresentanza e quindi arricchito di decori in bianco e giallo. Qui si trovano l'ingresso all'appartamento estivo, un susseguirsi di saloni ognuno dei quali decorato in modo diverso, e lo scalone per accedere al piano nobile, anch'esso con affreschi, stucchi, decori, dipinti e arredi d'epoca. Il terzo piano è occupato dall'abitazione privata dei Tucci. A dare l'opportunità di vedere questo gioiello è stata l'associazione "Eco dei campanili" che con gli "Amici dei musei" e l'Archivio di Stato sta organizzando incontri dedicati alla storia delle famiglie cittadine, tutti a ingresso libero. L'Archivio, peraltro, sarà la sede del prossimo appuntamento di sabato 16 aprile alle 10, nel corso del quale l'archivista Sergio Nelli ripercorrerà le vicende di alcuni casati attraverso mappe, estimi e alberi genealogici. Proprio Nelli, insieme con la storica dell'arte Patrizia Giusti, ha fatto da cicerone anche nella conferenza-visita al palazzo Tucci.

Antichi documenti alla mano, ha ripercorso la storia della famiglia, le cui origini non sono lucchesi. Nel XV secolo Tuccio Tieri, di Fucecchio, si trasferì a Lucca, dove s'inserì bene negli affari, accumulò soldi e proprietà e cambiò il cognome in Tucci. Iniziò così l'irresistibile ascesa di censo per il casato, che riuscì ad accrescere sempre di più il suo patrimonio. I suoi segreti? Fiuto negli investimenti, capacità di indovinare i matrimoni di interesse e maestria nell'amministrare i beni, tenendoli sempre uniti anche quando c'erano contrasti tra i parenti.

«Nei documenti - spiega Nelli - appaiono evidenti la formazione di tale patrimonio e la disponibilità di denaro investito anche nelle più modeste occasioni economiche, che consentivano una forte influenza della famiglia in ogni ambiente e strato sociale». Verso la fine del 1700 questo potere era più che mai radicato, così fu quasi naturale per Giuseppe Tucci cogliere l'occasione delle sue nozze per ostentarlo, trasformando radicalmente il vecchio palazzo medievale degli avi - ne sono rimaste poche tracce - in uno ancora più grande e del tutto innovativo.

Quando Tucci sposò Teresa Guinigi nel 1780, l'edificio risultava completato nella parte strutturale, mentre la parte decorativa fu terminata negli anni successivi, in particolare nell'appartamento estivo dove è evidente il passaggio dai motivi tardo-settecenteschi a quelli neoclassici. Da allora niente è stato ritoccato se non per essere risistemato agli inizi del 2000, quando Carlo Tucci riprese possesso del palazzo, dopo che a lungo la sua famiglia lo aveva dato in affitto a quella che un tempo era la Pretura.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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