Pratini in piazza Bernardini prima del 1940
E’ cambiato spesso, ma è rimasto indefinito l’arredo urbano di questa parte di città che oggi ospita anche l’antiquariato
LUCCA. Con il prato al posto delle macchine l'hanno vista in pochissimi. La sua sistemazione a verde, del resto, fu limitata a un breve periodo, prima del 1940. Poi nessuno ha più pensato di dotarla di pratini, lasciando che i suoi spazi fossero adibiti a parcheggio, prima aperto a tutti e negli ultimi anni solo ai residenti. Che è ancora la sua funzione, eccetto nel terzo weekend di ogni mese, quando diventa una delle sedi del mercato antiquario. Un'inedita piazza Bernardini è l'immagine odierna di “Ricorda Lucca”, l'iniziativa de Il Tirreno che mette a confronto la città di ieri e di oggi attraverso gli scatti dell'Archivio Fotografico Fazzi. E il paragone con la foto realizzata due giorni fa dal nostro Alfredo Fanelli – che ha fissato nell'obiettivo un'immagine consueta della piazza in versione parcheggio – stuzzica un'immediata reazione, di rammarico misto a nostalgia per qualcosa di bello che non è durato. Certamente la piazza, di per sé, non ha subito profondi cambiamenti: gli edifici storici sono ancora lì intorno, a vegliarla da secoli, e fortunatamente si trovano in ottimo stato di conservazione grazie ai restauri effettuati. Ma è innegabile che la sistemazione a verde di oltre settant'anni fa – ritratta da Ettore Cortopassi – metteva in risalto la bellezza di questi edifici sicuramente meglio del parcheggio, senza tuttavia dimenticare come l'area di sosta sia una necessità per i residenti. D'altra parte si tratta di architetture d'eccellenza. Ci sono il palazzo Bernardini, da cui la piazza prende il nome, costruito ai primi del 1500 su progetto di Nicolao Civitali, che riprese schemi fiorentini, albertiani e brunelleschiani. E' sede dell'Associazione Industriali. Di fronte ci sono i due palazzi Ottolini-Balbani, che conservano al loro interno preziosi affreschi. Quella dei Balbani fu una famiglia di primissimo piano nella Lucca del '500 sia nella vita cittadina sia per la loro attività sui mercati esteri. Di fianco, infine, c'è la piccola chiesa di San Benedetto in Gottella (nome che – secondo la Guida di Isa Belli Barsali – indica una lavorazione di pile per l'acqua). Menzionata già prima del mille, fu ricostruita nel XIII secolo e poi restaurata nel 1800. Dal 1817 è sede della Confraternita dei Legnaioli che la tiene aperta nel periodo natalizio e il 19 marzo, festa di San Giuseppe. Nei prossimi giorni continueremo a pubblicare altre storiche immagini dell'Archivio Fotografico. Potete inviare commenti o ricordi per email a lucca@iltirreno.it o sulla pagina Facebook del Tirreno di Lucca.
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