Il Tirreno

Lucca

Lucchese vicina al fallimento

Nicola Nucci
Bulleri e i tifosi davanti alla sede
Bulleri e i tifosi davanti alla sede

La Nice deciderà il da farsi il 27 luglio davanti a un notaio

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 LUCCA. La Lucchese è ad un passo dalla messa in liquidazione, l'anticamera del fallimento. L'assemblea dei soci in programma ieri nella sede di viale San Concordio (dove è stata ammainata la bandiera rossonera) ha deciso di rinviare la decisione sarà presa il 27 davanti ad un notaio. Il capitale sociale è azzerato. Pertanto Nice, proprietaria del pacchetto di maggioranza, deve provvedere a ricapitalizzare (il 20% è nelle mani di Giuliani) oppure liquidare la Lucchese Libertas, che perderebbe l'affiliazione del titolo sportivo alla Figc. La morte calcistica.  Per altri dodici giorni la società rossonera sarà tenuta in vita (l'amministratore unico Pino Bulleri e i sindaci revisori restano in carica). Forse la cordata genovese vuole provare a vendere il club, malgrado una società in fase di decomposizione (la perdita di bilancio ammonta a 1,7 milioni).  «Nella prossima assemblea dei soci del 27 decideremo se ricapitalizzare o liquidare la società» ha detto l'avvocato Gianfranceschi, portavoce della Nice. In caso di liquidazione sarà nominato un liquidatore che provvederà a vendere i beni patrimoniali (i terreni di San Donato, il marchio sportivo, le attrezzature) per ricavare soldi con cui soddisfare i creditori privilegiati, nell'ordine lo Stato, i dipendenti e i calciatori, anche se quest'ultimi saranno garantiti dalla Figc attraverso la vecchia fideiussione (400mila euro) e i crediti in Lega (500mila circa).  Poi ci sono due strade: il concordato preventivo (un piano di pagamento dei debiti, a cifre ridotte, approvato dal tribunale) o il fallimento, con un curatore fallimentare per la vendita dei beni disponibili. Il 18 intanto il consiglio federale ratificherà l'esclusione dal calcio professionistico della Lucchese Libertas, che potrebbe solo iscriversi alla 3ª categoria (come tre anni fa), a meno di non ripianare tutte le pendenze.  Sembra di rivivere una scena già vista. Da una parte la Lucchese Libertas ad un passo dal secondo crac in 106 anni di storia, dall'altra il tentativo di dare vita a una nuova società rossonera per ripartire dalla serie D o Eccellenza. Perché nessuno vuole stare un anno senza l'amata Pantera rossonera. Ma qualcosa si è mosso. A quanto pare ci sarebbero già stati contatti esplorativi tra l'assessore comunale allo sport Lido Moschini e alcuni personaggi del passato rossonero, un ex dirigente e un ex giocatore, che sarebbero interessati a dare vita a una nuova compagine societaria (che non potrebbe più chiamarsi Lucchese Libertas 1905) e chiedere l'ammissione al campionato dilettantistico di maggior lustro. Sembra che siano disposti a farsi avanti anche alcuni degli imprenditori lucchesi che avevano aderito al progetto di salvataggio di Giuliani e Giovannini.  «Ci sono alcune opzioni sul tavolo, ma è difficile, molto difficile che si possa parlare di serie D. Credo che dovremo ripartire dall'Eccellenza. Cosa manca? Devono andare al loro posto alcuni tasselli» ha dichiarato Moschini, incaricato da Favilla di attivarsi per capire come può evolversi la situazione e se ci sono imprenditori disposti a guidare una rinascita della Lucchese. I tifosi chiedono di voltare pagina, con un progetto sportivo serio e imprenditori locali. Niente stadio. Anche se l'obiettivo non dovesse essere quello di vincere subito il campionato. C'è chi propone anche la nuova denominazione: la più gettonata è Fc Lucca 1905, il nome originario della Lucchese.

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