Lucchese verso un altro fallimento
Nicola Nucci
Domani l'assemblea dei soci, si pensa già a trovare un nuovo proprietario
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LUCCA. Il futuro della Lucchese è sempre più incerto. Tante le domande sul tavolo. A cominciare da quelle sull'assurdo epilogo. Non era mai successo nella storia della serie C che una squadra non si fosse iscritta al campionato all'ultimo giorno per un mancato passaggio di proprietà, dopo avere in mano la fidejussione e i soldi per pagare le pendenze ai calciatori. Adesso si cercherà di capire come ripartire. L'obiettivo serie D è possibile. A patto di avere le carte in regola: una proprietà e risorse finanziarie per pagare i debiti e 300 mila euro d'iscrizione. Ma quale società iscriverà la squadra ad un campionato minore? Chi si prenderà sulla spalle una nuova rinascita, dopo quella del 2008, accollandosi un impegno oneroso? Un passaggio cruciale sarà la prossima assemblea dei soci, in programma domani alle 17, quando l'amministratore unico Giuseppe Bulleri uscirà di scena rassegnendo le dimissioni (ci sarà da nominare un nuovo rappresentante legale). La stessa cosa dovrebbero fare i sindaci revisori. Da capire se la Nice vorrà garantire una continuità societaria alla Lucchese Libertas 1905 oppure portare i libri in tribunale mettendo la società in liquidazione o attivando la procedura per un concordato preventivo. E quali saranno le decisioni della Cipriano che possiede il 20% delle quote. Poi la palla - inevitabilmente - passerà in mano al Comune. Il sindaco Favilla è chiamato a farsi da garante di un'operazione di rilancio. Come tre anni fa. Sondando il terreno alla ricerca di imprenditori seri e lungimiranti. Una Lucchese che riparte da zero, pur sempre una nobile decaduta, potrebbe trovare investitori pronti a farsi avanti, anche se coi piedi di piombo dopo le inchieste giudiziarie in corso e senza più il progetto-stadio a fare da richiamo. Vediamo i possibili scenari. Il concordato. La Nice, formalmente proprietaria dell'80% delle quote, avvia una procedura di concordato preventivo. In questo caso si appronta un piano di pagamento per soddisfare i creditori (calciatori, staff tecnico e fornitori) con percentuali inferiori alle spettanze. L'accordo, che deve essere approvato dal Tribunale, eviterebbe il fallimento. La Lucchese Libertas resterebbe in vita e potrebbe chiedere l'ammissione in sovrannumero alla serie D sulla base dell'articolo 52 comma 10 delle Noif. Servono 300mila euro di contributo a fondo perduto e il benestare del sindaco, e bisogna garantire la copertura dei debiti sportivi nei confronti della Figc (460mila euro) e la concessione dello stadio Porta Elisa da parte del Comune. A decidere è il presidente federale Abete, sentito quello della Lnd, Tavecchio, che già diede via libera alla Sporting Lucchese. Si potrebbe utilizzare lo storico marchio della Lucchese (la pantera rampante in campo bianco-rosso), in di proprietà del Comune. Il campionato di D parte il 4 settembre, ma per l'iter bisogna fare in fretta. Un aiuto potrebbe arrivare da qualche ex giocatore. Come ad esempio Vittorio Tosto, protagonista del calcio lucchese negli anni Novanta, che pare stia pensando a qualche iniziativa per far risorgere la squadra rossonera. Magari coinvolgendo alcuni imprenditori locali. Liquidazione. La procedura di messa in liquidazione, che deve scattare con 30 giorni di preavviso, causa dal punto di vista sportivo la revoca dell'affiliazione del titolo, quindi la cancellazione dell'As Lucchese Libertas 1905. Con un'assemblea straordinaria, entro un mese dal via al procedimento di scioglimento societario, si nominano i liquidatori che prenderanno in mano la gestione della società (vendendo i beni dell'impresa) rispondendo personalmente e solidamente degli eventuali danni causati ai creditori sociali (dipendenti, calciatori, staff tecnico, fornitori). Una nuova società. In questo scenario si costituirebbe una nuova società, che non potrebbe più chiamarsi Lucchese Libertas, con la richiesta alla Figc di essere ammessa alla serie D o all'Eccellenza, in questo caso pagando 100mila euro a fondo perduto. La nuova società non dovrebbe più pagare i debiti sportivi, che sarebbero pagati attraverso i crediti in Lega (circa 500mila euro). In alternativa i giocatori potrebbero mettere in mora la società, aprendo di fatto la strada del fallimento. La Lucchese ha circa 2 milioni di debiti, tra emolumenti, oneri previdenziali, fornitori e il mutuo triennale acceso con la Cassa di Risparmio di Lucca, per un importo pari a 1,5 milion, il costo dei terreni acquistati (che sono stati contabilizzati a bilancio) e con un rimborso di sei rate semestrali, due delle quali, di 508.734 euro, insolute. I terreni, nell'attivo dello stato patrimoniale, sono iscritti per un valore di 2.665.801 e all'epoca erano stati considerati "bene strategici" per realizzarvi un impianto fotovoltaico. Sulla base del contratto stipulato tra Valore e Nice l'80% delle rate è carico dei nuovi proprietari, il 20% della Cipriano.
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