Assolto il complice che era con lui
Soldi dalle prostitute, condannato a 5 anni
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LUCCA. Una condanna e un'assoluzione con formula piena nell'ambito di un'inchiesta sullo sfruttamento della prostituzione sulla via Bientinese ad Altopascio. Il tribunale (presidente Gabriele Ferro, a latere Carlo Annarumma e Letizia Di Grazia) ha condannato a 5 anni, 4 mesi e 20 giorni di reclusione Luca Viti, 31 anni, originario di Montecatini e residente nel comune di Castelfranco di Sotto, ritenuto l'ideatore del giro di lucciole - tutte rumene e di età compresa tra i 20 e i 25 anni - che fruttava, stando ai carabinieri di Altopascio che effettuarono indagini e appostamenti utilizzando anche apparecchi fotografici, quasi 10mila euro al mese. Una pena decisamente superiore a quella chiesta dal pm Piero Capizzoto. Ma i giudici e la pubblica accusa si sono trovati in perfetta sintonia sull'assoluzione con la formula «perchè il fatto non sussiste» nei confronti del presunto complice di Viti: Candido Lazzeri, 63 anni, residente a Bientina. Il pensionato venne arrestato assieme a Viti, ma dopo la convalida del gip venne rimesso in libertà. Per i giudici e il pubblico ministero l'uomo non avrebbe commesso il reato di sfruttamento della prostituzione. A lui non sarebbero andati parte dei soldi dell'attività di meretricio delle avvenenti ragazze rumene che spesso arrivavano alla stazione di Altopascio con l'ultimo treno proveniente da Firenze e trovavano ad attenderle i due uomini che le accompagnavano sulla Bientinese dove s'incontravano con i clienti. Luca Viti, tra l'altro, nel 2009 venne condannato in tribunale a un anno di reclusione per una truffa con assegni riferiti a conti correnti ormai chiusi e commessa ai danni dei magazzini Mattolini a Capannoli e in un negozio di abbigliamento a Bientina. Una volta acquistata la merce (televisori, giubbotti, stecche di biliardo), Viti, cercava di rivenderla su internet.
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