Lucca

Incidenti a Sofia

Chiesti tre anni di reclusione per Palmeri

La bandiera bruciata a Sofia
La bandiera bruciata a Sofia

21 ottobre 2010
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 LUCCA. Tre anni di reclusione e il divieto di entrare negli stadi per il medesimo periodo di tempo. È la richiesta formulata dalla pubblica accusa, retta dal sostituto procuratore Fabio Origlio, nel processo a carico di Andrea Palmeri, 31 anni, alla sbarra per gli episodi di violenza avvenuto a Sofia l'11 ottobre 2008 durante la partita di calcio Bulgaria-Italia. La difesa (avvocato Alberta Cagnacci) ha chiesto l'assoluzione. Il giudice Valeria Marino emetterà la sentenza il 4 novembre.  A svolgere le indagini erano stati gli uomini della Digos che, in contatto con l'Ucigos di Roma, avevano acquisito i filmati, le foto e i video sulla presenza di Palmeri nello stadio bulgaro: sugli spalti venne data alle fiamme anche una bandiera della nazionale dell'Est. Stando alle imputazioni, Palmeri aveva lanciato bottiglie di plastica contro i tifosi avversari e superato le recinzioni invadendo il rettangolo di gioco. Inoltre insieme altri tifosi aveva inneggiato al disciolto partito fascista esibendosi nel saluto romano. Il tutto immortalato dai flash dei fotografi e dalle telecamere. Nel fascicolo processuale anche la cassetta della registrazione di un'intervista a Palmeri, mandata in onda sulla Rai nella trasmissione «La vita in diretta», durante la quale l'imputato non aveva manifestato pentimento per gli atti di violenza.
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