Italia
Lucca, stalking di mesi contro la ex: 28enne finisce a processo
Centinaia di telefonate e pedinamenti, un giorno la prese a schiaffi
CAPANNORI. Per almeno otto mesi non le ha dato tregua. La fine della storia a fare da detonatore a uno stillicidio di messaggi e pedinamenti che, alla fine, stremata dalla condizione di sentirsi un bersaglio e di temere per la propria incolumità, hanno costretto la giovane destinataria di attenzioni indesiderate a querelare l’ex. Una denuncia che ora è diventata un rinvio a giudizio per stalking a carico di un 28enne (omettiamo le generalità per tutelare la parte offesa, ndr) , residente nel Capannorese così come la vittima delle ossessioni tradotte in una contestazione da codice penale. Un imputato che nel passato ha collezionato episodi analoghi con sentenze di condanna. Il giovane è accusato di aver messo in pratica un assedio telefonico, ma non solo, verso la ex convivente con la quale pretendeva di riallacciare un legame ormai finito. Un pressing iniziato nel maggio 2024 e finito nel gennaio 2025. Telefonate continue, messaggi che alternavano il tono conciliante a minacce esplicite, come "la pagherai cara, ti rovino, stasera prendi una bella batosta". Nell’agosto 2024 l’episodio violento al termine di un incontro tra i due quando lui la schiaffeggia durante una lite. Una quotidianità segnata dall’incubo di sentirlo o vederlo apparire all’improvviso, anche sul posto di lavoro da commessa a Lucca. Appostamenti in luoghi pubblici e una volta, quando la giovane era insieme al nuovo compagno, fu costretta a chiedere aiuto alla polizia municipale per farsi "scortare" fino al parcheggio dove aveva lasciato l’auto perché l’ex si era presentato con fare intimidatorio nei confronti del fidanzato di lei. L’azione di controllo non si era limitata alla persona stalkerizzata. Anche le amiche, le colleghe e la mamma della giovane erano state costrette a "subire" gli interrogatori del 28enne su dove fosse, chi frequentasse e cosa facesse la sua ex. Un tormento continuo esteso anche alle frequentazioni della giovane che è finito nella querela, almeno due volte integrata per ulteriori episodi che ora saranno al centro del processo.
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