Italia
Firenze, occupato anche l’Iti da Vinci: il blitz notturno dei ragazzi incappucciati
Ragazzi incappucciati bloccano gli ingressi con lucchetti, banchi e bidoni. La preside Francesca Balestri avverte le famiglie all’alba dopo giorni di petardi, fumogeni e tensioni davanti alla scuola
FIRENZE I banchi trascinati contro gli ingressi, i bidoni ammucchiati davanti alle porte. Poi i lucchetti ai cancelli. Nelle immagini diffuse sui social, i ragazzi col volto coperto si muovono all'interno del Leonardo da Vinci di via del Terzolle, a Rifredi, dove da giorni la protesta era rimasta fuori, fra petardi e fumogeni. Alla fine hanno occupato anche questo istituto. Il blitz nella tarda serata di ieri.
All'alba la preside Francesca Balestri manda una comunicazione a famiglie e insegnanti. Parla di «occupazione non autorizzata» e di «lucchetti a tutti i cancelli». Con alcuni collaboratori ha cercato di parlare con chi si è barricato dentro: gli occupanti hanno confermato che non li avrebbero fatti entrare. La dirigente sospende le lezioni. Impossibile, spiega, controllare gli edifici, garantire la sicurezza o intervenire in caso di emergenza. Il ritorno in classe sarà annunciato con un nuovo avviso.
E pensare che il Da Vinci sembrava aver scelto un'altra strada. Il collettivo interno aveva preso posizione contro l'occupazione, chiedendo di proteggere laboratori e attrezzature e di aprire un confronto con la preside. Si lavorava all'autogestione, con un’assemblea permanente, mentre all'esterno continuava un'altra protesta, quella di giovani che Balestri dice di non riuscire a identificare e che, almeno in parte, arriverebbero da altre scuole. Chi abbia organizzato il blitz notturno, e quale rapporto abbia con il collettivo, non è ancora chiarito.
L'assedio, come lo descrive la dirigente, è cominciato sabato. Ogni mattina la stessa scena: prima della campanella, davanti all'istituto si raccolgono decine di ragazzi. Volano uova, esplodono petardi e bombe carta, si accendono fumogeni. Mercoledì una quindicina di giovani col volto coperto scavalca il muro mentre le lezioni sono in corso: il personale serra il portone, una volante passa e il gruppo si allontana. Ieri è ricominciato tutto, senza un’altra irruzione. Dei circa duemila iscritti, a scuola c'è soltanto il 40 per cento. «È una situazione stranissima, direi bizzarra», racconta Balestri.
Intanto le occupazioni si sono diffuse dal Gramsci al Machiavelli, dal Galileo-Michelangiolo al Marco Polo, dove la protesta ha raggiunto entrambe le sedi. Il conteggio delle forze dell’ordine mercoledì era di quattordici istituti tra Firenze e provincia; da allora alcune occupazioni sono finite, altre sono iniziate. Quella del tecnico Da Vinci, per ora, ha fermato le lezioni. Dietro i cancelli chiusi ci sono banchi e bidoni messi di traverso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
