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Lucca, manca la pedana e lo studente in carrozzina non sale sul treno: «Negato un diritto»

Lucca, manca la pedana e lo studente in carrozzina non sale sul treno: «Negato un diritto»

Rfi: «Servizio gratuito, ma va prenotato 12 ore prima. Ci è stato chiesto di farlo in 10 minuti»

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LUCCA. Partito dalla Garfagnana e arrivato alla stazione di Lucca poco dopo le 8, un giovane studente in carrozzina non ha potuto prendere la coincidenza per Firenze per l’assenza di una pedana necessaria a farlo salire nella carrozza.

È la denuncia del Movimento Voce Studentesca che esprime «il proprio più fermo dissenso nei confronti di Trenitalia. Riteniamo l’episodio inaccettabile e discriminatorio, poiché l’accesso ai trasporti pubblici non può dipendere da carenze organizzative o strutturali di un’azienda che gestisce un servizio pubblico essenziale».

La spiegazione dell’accaduto arriva da Rfi che conferma l’episodio, ma chiarisce il funzionamento del servizio gratuito della pedana che deve essere richiesto con 12 ore di anticipo.

«La persona è arrivata alle 8, 10 e aveva il treno per Firenze alle 8, 21 – è la ricostruzione di Rfi -. Era necessario il supporto materiale per far salire la carrozzina, ma non era possibile averlo nel giro di dieci minuti. Lo abbiamo detto all’interessato e a chi era con lui. A quel punto abbiamo proposto di farlo partire con il treno successivo che avrebbe fermato a Rifredi alle 10, 25 e non alle 9, 40 come quello che voleva il viaggiatore. Ci è stato risposto che sarebbero arrivati troppo tardi all’appuntamento e quindi hanno rinunciato. Abbiamo chiesto se volevano un aiuto per tornare a casa, sempre con il treno, e non abbiamo avuto risposta. Le abbiamo provate tutte, ma non hanno accettato le soluzioni prospettate. Il servizio è gratuito, ma deve essere prenotato con un anticipo di almeno 12 ore».

Il Movimento Voce Studentesca sottolinea «l’accesso negato a un treno di Trenitalia con la motivazione che non era disponibile la pedana di accesso. Il ragazzo era diretto a un evento studentesco. A seguito di questo episodio, il Movimento Voce Studentesca esprime il proprio più fermo dissenso nei confronti di Trenitalia. Riteniamo quanto accaduto inaccettabile e discriminatorio, poiché l’accesso ai trasporti pubblici non può dipendere da carenze organizzative o operative di un’azienda che gestisce un servizio pubblico essenziale. Nel 2026 è intollerabile che a uno studente venga impedito di utilizzare un mezzo di trasporto pubblico per responsabilità che non gli appartengono. Trenitalia ha il dovere legale e morale di garantire l’accessibilità, attraverso mezzi adeguati, personale formato e procedure efficaci, senza eccezioni. Il Movimento Voce Studentesca chiede chiarimenti immediati, l’assunzione di responsabilità e interventi concreti affinché episodi simili non si ripetano. L’inclusione non è un favore: è un diritto»l

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