Livorno, che regalo hai fatto? La Juve Next Gen ringrazia (allo scadere)
Di Carmine entra e trova il pareggio su rigore all’89’, ma è soltanto un’illusione: al 94’ la difesa amaranto si fa sorprendere ancora da Anghelé e arriva il primo ko
ALESSANDRIA. Una beffa così non fa male, fa malissimo. Al 94', dopo che il Livorno aveva già pregustato il sapore del pareggio, ottenuto su rigore con Di Carmine all'89', arriva il gol vittoria di Anghelè. Su cross da destra Nwachukwu liscia il rinvio, in qualche modo la palla arriva al fantasista bianconero che trova il diagonale vincente e buca un incolpevole Seghetti. Una punizione troppo severa per la squadra di Formisano che per vari tratti della partita soffre, ma che comunque risponde colpo su colpo alla formazione di Brambilla senza demeritare. Livorno che esce dal Moccagatta con la consapevolezza di potersela giocare con tutti, ma anche un tanto, tantissimo rammarico in bocca.
Le scelte
Formisano conferma quelle che erano le idee della vigilia. Dal punto di vista tattico il modulo è lo stesso di otto giorni fa, un 3-4-2-1 con Dionisi unica punta. In porta c’è Seghetti, nel trio difensivo non ce la fa Gentile, bloccato da un problema fisico. Giocano Noce, Baldi e Ghezzi. A destra confermato Mawete, a sinistra Antoni con il duo Hamlili-Welbeck nel mezzo. A sostegno del centravanti, a operare sulla trequarti (dove manca lo squalificato Marchesi) c’è l’esordio dal primo minuto di Biondi e la conferma di Panaioli.. Dall’altra parte anche mister Brambilla propone un 3-4-2-1 che vede Guerra, Okoro e Deme muoversi molto su tutto il versante offensivo.
Tanto equilibrio
Partita diversa rispetto a quella con la Ternana. Squadre molto più aperte, tanti spazi da attaccare e ritmi decisamente più alti. Nel primo tempo le squadre si fronteggiano a viso aperto, con la Juve che vuole sfruttare la velocità dei suoi avanti, mentre il Livorno vive tanto della spinta di Antoni (migliore in campo dei suoi). E se un paio di potenziali contropiedi di Deme e Okori mettono paura alla retroguardia labronica, le migliori occasioni del Livorno capitano entrambe sul piede di Biondi: al 19’ la sua deviazione su cross di Antoni finisce alta. Mentre al 43’, su filtrante di Panaioli, il suo mancino esce di poco, con Mangiapoco comunque sulla traiettoria.
Le chiamate al FVS
Ormai un po’ di abitudine ce l’abbiamo fatta. Come c’è un episodio dubbio i tecnici di ambedue le parti ci mettono un secondo a chiamare l’assistenza del Football Video Support. Il primo a farlo è Brambilla che al 24’ vuole un contatto falloso di Noce (già ammonito) su Okoro lanciato a rete: per il signor Angelillo non c’è niente e si prosegue. Stesso esito al 41’ ma a parti inverse: Formisano usa la sua prima “card” del campionato per un contatto tra Baldi e Deme, per un possibile rosso all’attaccante bianconero. Chiamata poco comprensibile perché l’unico rischio è un fallo del difensore amaranto.
Il tema della partita
Giocarsela a viso aperto. Un concetto che mister Formisano ha evidenziato fin dai primi giorni in amaranto. Scelta coraggiosa che rappresenta il tema della partita. La Juve Next Gen gioca tutto sui lanci lunghi in profondità per i due frecciarossa Okoro e Deme che con tanto campo da attaccare possono fare malissimo. Il Livorno corre qualche brivido, spesso Baldi e Noce ci mettono una pezza in qualche modo, meno Ghezzi che infatti all’intervallo viene sostituito.
Il gol del vantaggio
Il Livorno parte meglio nella ripresa, prende più in mano il pallino del gioco, ma dietro si espone ai contropiedi di Okoro. Al 70’ un errore difensivo di Nwachukwu (entrato malissimo al posto di Ghezzi) spalanca le porte del vantaggio alla Juve. Il centrale ex Verona, buca l’intervento, Baldi è fuori posizione, Deme si invola verso Seghetti, con Noce che non riesce a recuperare, e il 9 bianconero che trova il diagonale vincente.
Tutti avanti
Formisano non ci sta a perdere e riversa il Livorno in avanti: nel giro di cinque minuti fuori Noce e Biondi e dentro due punte, Cioffi e Panattoni. Amaranto con il 4-2-4: Antoni e Mawete fanno i terzini super offensivi con il quartetto offensivo formato da Panattoni, Malva, Cioffi e Di Carmine. Il Livorno carica a testa bassa e all'86’ c’è la svolta: in una mischia in area Baldi tocca il pallone che va sul braccio di Scaglia. Il direttore di gara non fischia, ma Formisano stavolta usa benissimo la “card”. Revisione al video e massima punizione per gli amaranto. Di Carmine è glaciale e fa 1-1. Ma è un pareggio che dura pochissimo.