Il caso choc
Livorno, Dionisi re Mida del gol è il più prolifico tra gli attaccanti
Ha segnato 5 reti, in media una ogni 59 minuti: nessuno ha fatto come lui l’obiettivo è quello di trascinare la squadra verso il sogno della promozione
LIVORNO. Fin qui, non solo ha mantenuto la promessa fatta al suo arrivo - «Voglio aiutare questa piazza a tornare nelle categorie che più le competono» - ma è andato persino oltre. Federico Dionisi si è messo i panni del Re Mida del gol: fino a qui, ha segnato cinque volte in meno di 300 minuti giocati (295), mettendo il timbro, in media, su una rete ogni 59’. Meglio di lui non ha fatto nessuno, in nessuna categoria. Non nel calcio che conta, da Retegui, capocannoniere in A, ai protagonisti del campionato cadetto (Adorante, Nicholas Bonfanti, Coda, Francesco Pio Esposito, Shpendi del Cesena e Thorstvedt), ma nemmeno in Serie D. Sì, Daniel Zinon Kouko, dell’Ostia Mare, ha messo la sua firma su un gol sette volte, ma mettendoci qualche minuto in più, 67’, comsì come Lorenzo Benedetti del Seravezza Pozzi (6 reti, in media una ogni 103). Chico Dionisi batte tutti, anche i cannonieri del girone d, sempre di questa Serie D.
Questione di cuore
La sua è stata una scelta di cuore: è tornato a mettere quella maglia amaranto con cui ha calcato per la prima volta in carriera i campi di A dopo aver conquistato sul campo la promozione (finale playoff contro l’Empoli) coronando un sogno e l’obiettivo, adesso, è quello di trascinare il gruppo verso quella meta chiamata promozione. Quindici anni dopo la prima volta (è arrivato nel gennaio 2009), Dionisi ha riavvolto il nastro dei sentimenti, continuando a fare quello per cui è nato, segnare gol e trasformare rigori (34 quelli realizzati sui 39 calciati). La curiosità, quest’anno, piuttosto, è nel fatto che, paradossalmente, è riuscito a incidere sotto il profilo realizzativo ogni volta che si è trovato a subentrare. Nonostante alcune richieste anche dal campionato di Serie C, non ci ha pensato due volte: «Sarei venuto anche da portiere – disse nel giorno della sua presentazione -. Ho scelto Livorno e il Livorno. Senza guardare alla categoria o a nient’altro». E ora, in D, sta facendo la differenza, senza se e senza ma.
Fattore Chico
Sembrava quasi che la “zona Cesarini”, i minuti finali, potesse essere ribattezzata “zona Dionisi”, ma il gol realizzato al 18’ della ripresa col Montevarchi, appena sette minuti dopo il suo ingresso in campo, ha….un po’ sfatato la coincidenza. Sì, perché Chico, segna sempre, specie di....rincorsa, cominciando dalla panchina. Ha festeggiato sempre quando Indiani lo ha mandato in campo a gara in corso, sfruttando ogni grappolo di secondi. Con Grosseto e San Donato, nelle due gare giocate dall’inizio, invece no: ha lavorato tanto per il resto della squadra, tanto da raccogliere comunque risultati e punti. Quel che è certo è che ha mostrato tutto il suo repertorio fin dall’inizio della stagione: in meno di mezz’ora, con la Trestina, al suo ennesimo debutto in amaranto, ha rimesso subito gli equilibri al loro posto. Si è inventato l’assist per l’altro veterano, Luci, e ha lasciato la propria firma sulla rete della rimonta, firmando il penalty conquistato da Rossetti. Giusto il tempo di scendere in campo per la seconda giornata, contro il Gavorrano, in trasferta, che lo spartito non è cambiato: è stato sempre lui a portare il vantaggio la sua squadra, a 2 minuti dalla fine del tempo regolamentare. Il rammarico per il pari - sempre di rigore - firmato da Lo Sicco, per questo, è stato persino doppio. Dionisi, insomma, ci ha preso gusto e ora pensa solo a non fermarsi. In carriera, in tutte le competizioni (dal torneo di Viareggio fino alle esperienze in Portogallo all’Olhanense) ha giocato oltre 600 partite segnando proprio mercoledì la rete numero 180. Servono gli straordinari, è chiaro, ma provare ad avvicinare il più possibile quota 200 non è poi così impossibile. Ecco perché, già contro l’Orvietana è pronto ad aggiungere un altro capitolo di una storia sempre più avvincente.
Rewind
Certi amori, si sa, fanno dei giri immensi e poi ritornano. E così è successo anche stavolta. Federico, dopo le altre esperienze italiana tra Frosinone, Ascoli e Ternana, è tornato in amaranto, nel club risorto dopo il fallimento come Unione Sportiva Livorno 1915. Potrebbe essere questa l’ultima tappa di un grande viaggio, chiudendo il cerchio lì dove è stato aperto, un passo dopo l’altro. Intanto riportando la squadra tra i professionisti e poi gettare le basi per il ritorno sul palcoscenico dei grandi, dove hanno fatto la storia in tanti, accendendo i cuori all’Ardenza. La strada imboccata è quella giusta, sia in casa che in trasferta. Il primo posto in classifica, a cinque punti distacco dal Follonica, secondo del girone, è la naturale conseguenza. Indiani si è fatto capofila di un Rinascimento, seguito in ogni dettaglio dai suoi giocatori, giovani e veterani: Dionisi, in un attimo, si è trasformato nel valore aggiunto. Sì, è vero, rispetto alla passata stagione, ha accettato di “scendere” di qualche categoria, ma la fame di gol (la passata stagione ne ha segnati solo uno, col Modena, nella gara persa dalla Ternana un anno fa) non si è affatto sopita. Semmai l’esatto contrario. Ha rimesso insieme i mattoncini di alcuni degli anni più belli della sua carriera e sta provando ad impreziosirli, trasformandosi in un nuovo “re” di Livorno.
Fratelli di D
Come suo fratello Matteo, difensore del Cjarlins Muzane, società con sede a Carlino, in Friuli Venezia Giulia, ha scelto di ricominciare dal basso, col terzo ritorno nel Livorno. Ha percorso la strada che, in qualche modo, hanno fatto anche altri campioni del calcio italiano: Enrico Chiesa, dopo l’addio al Siena e alla Serie A, per esempio, scese in C2, al Figline, pur di continuare a sentire i brividi del pallone. Pure lui, all’esordio con la squadra toscana, mise il sigillo su un gol (contro la Cisco Roma): quell’anno, ne fece cinque, gli stessi già realizzati da Dionisi e contribuì alla storica promozione in C1 della squadra. La storia è a un passo anche a Livorno: la stagione è lunga, ma le qualità tecniche per schiantare il campionato ci sono tutte. Dionisi lo sa meglio di chiunque altro ed è per questo che non intende accontentarsi. Non ora, che l’autostrada per la felicità è appena cominciata.
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