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Calcio: Serie D

Livorno, è sempre zona Cesarini: «Segnare e stare in testa mi fa godere. E che emozione il primo gol sotto la Nord»

di Daniele Marzi
Livorno, è sempre zona Cesarini: «Segnare e stare in testa mi fa godere. E che emozione il primo gol sotto la Nord»

“Il Mago” tra magie e gol. Quello del 3-1 contro il Sansepolcro è il quarto in cinque gare ufficiali. Numeri niente male, che certificano anche una già soddisfacente intesa raggiunta i compagni di reparto

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LIVORNO. Ha già ritirato il premio come miglior giocatore del mese di settembre, ma anche ottobre lo ha cominciato decisamente bene. Alessandro Cesarini, “Il Mago” come ormai è stato ribattezzato da anni, fa quello che sa fare meglio. Magie e gol. Quello del 3-1 contro il Sansepolcro è il quarto in cinque gare ufficiali. Numeri niente male, che certificano anche una già soddisfacente intesa raggiunta i compagni di reparto. E che gli hanno già fatto conquistare un posto speciale nel cuore dei tifosi.


Questa è una piazza che può dare molto. Che effetto fa segnare all’Ardenza?
«Giocare all’Armando Picchi è bellissimo. Sono felice di aver segnato il mio primo gol sotto alla curva Nord. È stata una grande emozione. Il merito è di tutta la squadra, che mi mette nelle condizioni di poter essere decisivo».
Contento di essere a Livorno?
«Ogni giorno che passa sono sempre più convinto di aver fatto la scelta giusta. Ringrazio il ds Pinzani e il mister che mi hanno voluto fortemente. Ma anche Andrea Luci e Luca Mazzoni che mi chiamavano ogni giorno per convincermi a venire qua. Sono strafelice della scelta che ho fatto. Questa piazza e questo pubblico non hanno niente a che fare con la serie D».
Domenica a fine partita è uscito col il ghiaccio sul ginocchio destro, come sta?
«Non benissimo. Nella settimana prima della gara col Grosseto ho avuto qualche problemino. Mi sono allenato un po’ a sprazzi, ma ho sempre cercato di esserci, anche se non per novanta minuti. Domenica ho preso una botta al ginocchio e ho sentito una fitta. Lì per lì mi sono spaventato, preferendo uscire, ma non dovrebbe esser niente di grave. Lo staff medico è di alto livello e mi sta aiutando molto».
È presto per guardare la classifica, ma che effetto fa essere soli in vetta?
«Dico la verità, io ogni tanto un’occhiata alla classifica la do. E da soli si sta bene. Siamo contenti, anche se è presto e non abbiamo fatto ancora niente. L’obiettivo è rimanere lassù. Il primo posto dà entusiasmo alla città e alla tifoseria, che lo trasmette anche a noi in campo. Dobbiamo lavorare ancora più duramente per continuare così».
L’intesa coi compagni di reparto è già ottima. Qual è il vostro segreto?
«Cori lo conosco da più di dieci anni perché abbiamo lo stesso procuratore e ci ho giocato contro una marea di volte. Sono felice di poter giocare insieme a lui, perché sapevo che a livello di caratteristiche potevamo completarci bene a vicenda. Stiamo bene in campo e fuori anche con Giulio Giordani. Ci mettiamo a disposizione della squadra e la squadra ci dà una grande mano per permetterci di esprimere le nostre qualità. Senza contare che abbiamo anche Frati e Mutton ai box. Quando saremo al completo ci sarà da divertirsi».
Preferisce agire da trequartista o come seconda punta?
«Da quando è arrivato Cori, lui sta più avanzato e io e Giordani gli giriamo intorno. Diventa quasi un 2-1 in avanti. L’obiettivo però è quello di non dare riferimenti agli avversari. Io cerco di abbassarmi tra le linee per prendere palla, puntare e poi dialogare con i compagni di reparto. Il mister ci dà un input a seconda dell’avversario che affrontiamo, poi ci lascia liberi di svariare e a noi piace così».
Che cosa manca ancora a questa squadra per girare al massimo?
«Domenica abbiamo avuto un passaggio a vuoto dopo il gol subito su palla inattiva. Dobbiamo evitare questi cali di tensione. Non possiamo andare al massimo per 90 minuti ma possiamo comunque gestire meglio alcune situazioni. La cosa che mi piace è che ogni volta che prendiamo gol riusciamo a reagire subito. Siamo consapevoli della nostra forza e ripartiamo alla ricerca del gol e questo è un pregio. Non ci buttiamo mai troppo giù dopo un gol preso».
Si parla molto della grande coesione dello spogliatoio. È davvero così speciale questo gruppo?
«Penso che la miglior risposta sia stata l’esultanza per Bartolini. Spesso si parla di grande gruppo e magari in qualche caso non ci si crede molto. Ma il nostro lo è davvero. Me ne sono accorto subito, fin dai primi giorni di ritiro a Pievepelago. Nessuno pensa per sé e questo è importantissimo. Ci tenevamo a dedicare la vittoria a Daniele, che da livornese è ancora più legato alla squadra e teneva molto a dare il suo contributo».
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