Gli aggiornamenti
Matteo Panariello, un arco mondiale
L’atleta paralimpico ha conquistato l’oro nella categoria Visually Impaired (VI 1). «La medaglia la dedico a mio fratello che non c’è più: lui mi spinge ad andare avanti»
LIVORNO. Il cielo è amaranto sopra Pilsen. Lì, in Danimarca, Matteo Panariello ha compiuto un’impresa storica e si è laureato campione del mondo nel tiro con l’arco nella categoria Visually Impaired (VI 1) al termine di percorso che lo ha visto sin da subito tra i favoriti. Già nelle qualificazioni, infatti, l’atleta della Compagnia Arcieri Livornesi si era preso la prima piazza. «Non ero troppo convinto di come avevo tirato e quando mi hanno detto che con 469 punti ero primo, sono rimasto sorpreso – racconta al Tirreno poche ore dopo la conquista del titolo iridato -. Questo risultato mi ha permesso di saltare gli ottavi di finale. Ai quarti e in semifinale ho sofferto un po’, mentre oggi (ieri, ndr) è stata la giornata perfetta. Di solito quando affronto una gara ho sempre un po’d’ansia, invece mi sono alzato tranquillissimo e sentivo le sensazioni giuste».
La leggerezza con cui ha affrontato l’atto finale probabilmente è stato uno dei segreti del successo.
«Ho pensato solo a divertirmi. Mi sono imposto di non andare al Mondiale con troppi pensieri. Ho voluto vivere la finale a pieno e me la sono goduta. Una volta tirata l’ultima freccia mi sono girato da Alessandra, la mia guida, e lo ho detto “ma ho vinto davvero? ”. Mi è sembrato quasi troppo facile, me lo immaginavo diverso. È un’emozione incredibile. Nel momento in cui ho preso la medaglia mi sono reso veramente conto di quello che ho raggiunto. Sono rimasto immobile con l’oro in mano come un bambino piccolo. Sono veramente felice».
Dopo la conquista del titolo italiano due mesi fa a Firenze, il periodo d’oro, in tutti i sensi, di Panariello continua.
«E pensare che arrivavo da un periodo non semplice. Sono stato otto mesi fermo, visto che ero a studiare a Bologna, ma in questo mese e mezzo dopo il campionato italiano, mi sono allenato ogni secondo della mia giornata per arrivare con la forma migliore al Mondiale. Avevo buone sensazioni, ma vincere è qualcosa che va oltre ogni immaginazione. A Pilsen avevo già vinto l’Europeo, per me è un luogo speciale».
Sono anni che il livornese è ai vertici a livello nazionale e internazionale, ma questo traguardo ha un sapore diverso.
«È una soddisfazione enorme, per me e per tutti quelli che mi seguono: la mia società, il mio allenatore, la Federazione, la mia famiglia. Questo risultato è la conferma che stiamo lavorando bene, ma non voglio fermarmi. Sono fatto così, non riesco a godermi niente, penso già all’appuntamento successivo. Appena ho sentito il mio allenatore, gli ho detto che il 16 agosto abbiamo gli Europei a Rotterdam e puntiamo a fare il massimo anche lì».
La dedica commovente per questo successo è tutta per il fratello Alessio, scomparso nel marzo 2021, all’età di 27 anni a causa di una grave malattia.
«Anche emotivamente per me questa era un’occasione importante. Da quando mio fratello non c’è più, ogni medaglia ha un valore speciale. Ogni pensiero è dedicato a lui e ogni volta che penso di mollare mi vengono in mente le sue parole e la sua spinta ad andare avanti. Gli avevo promesso questo risultato e oggi che ci sono riuscito l’emozione è enorme».
Una vittoria, quella di Panariello, che allunga la storica tradizione dello sport livornese a livello internazionale. E la città ha fatto sentire tutto il suo affetto a Matteo tra messaggi e commenti sui social.
«Sono fiero di portare Livorno in giro per il mondo. Per me è un orgoglio e sentire questo affetto da parte dei livornesi mi riempi il cuore. Io non faccio altro che portare avanti la mia passione. Vorrei che questa vittoria fosse uno stimolo ulteriore per far capire a tanti che niente è insormontabile. Con dedizione e coraggio ogni ostacolo diventare superabile».
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