Il caso choc
Almeno lasciamoci con un sorriso, il Livorno è obbligato a vincere
Comunque vada la prossima partita allo stadio Picchi sarà a settembre
LIVORNO. Ultimo atto casalingo. Prima di vedere un’altra partita ufficiale al Picchi ci sarà da aspettare almeno il prossimo settembre, tra quattro mesi. Nel frattempo solo partite in trasferta e tante voci di mercato pronte ad animare l’estate. Per questo, in vista soprattutto del futuro, il Livorno contro l’Orvietana è chiamato a chiudere la stagione tra le mura amiche con un successo, tre punti che non possono salvare il campionato amaranto, ma che possono valere molto per la corsa playoff e, soprattutto, non renderebbero ancora più nero il bilancio di questa stagione. Per gli uomini di Collacchioni oggi non c’è altra strada che non sia la vittoria.
Gli amaranto Il cammino del Livorno all’Ardenza è stato piuttosto positivo con otto vittorie, sei pareggi e una sola sconfitta contro l’Arezzo, a cui si aggiunge quella iniziale in campo neutro al Magnozzi con la Sangiovannese. La caccia alla nona vittoria interna è aperta, ma mister Collacchioni dovrà fare a meno di qualche elemento importante. Come annunciato nei giorni scorsi Frati è tornato ai box e insieme a lui anche Lo Faso, G. Neri e F. Neri, oltre ai lungodegenti Apolloni e Bontempi. Sono tornati ad allenarsi in rifinitura sia Greselin, bloccato a metà settimana dalla febbre, sia Camarà, non al meglio per un’infiammazione muscolare, motivo per cui è stato convocato anche il 2004 Solari. Per quanto riguarda la formazione il tecnico amaranto dovrebbe confermare il 3-5-2 di Poggibonsi, che può diventare 3-4-1-2 in base alla posizione dei centrocampisti. In porta sempre Bagheria, con il terzetto difensivo composto da Fancelli, Benassi e Giampà. A sinistra Lucarelli avrà nuovamente la meglio su Giuliani mentre a destra potrebbe essere dirottato Pecchia. In mezzo al campo Luci da vertice basso con Belli (2003 al posto di Lorenzoni) e Bruzzo, visto che Greselin non è al meglio, mentre in avanti la coppia Lucatti-El Bakhtaoui è favorita sui 2002 Bamba e Longo che potrebbero rivelarsi utili a gara in corso.
L’avversario
L’Orvietana dopo il successo per 1-0 dell’andata contro il Livorno ha cambiato marcia e dalle sabbie mobili della classifica si è rialzata fino a uscire fuori dalla zona playout. I biancorossi sono forse la squadra più in forma del campionato, visto che non perdono da sette partite e sono reduci da quattro successi e tre pari. Nelle ultime due gare hanno vinto confronti fondamentali contro Mobilieri Ponsacco e Città di Castello e arriveranno a Livorno vogliosi di conquistare altri punti decisivi per completare la “remuntada” salvezza. Nel 4-4-2 di mister Fiorucci servirà fare particolare attenzione al centravanti degli umbri Tomassini, autore fin qui di 11 reti e autentico trascinatore dei suoi, senza dimenticare però la sua spalla offensiva Mignani, che di gol ne ha messi a referto 7, tra cui quello che valse la vittoria all’andata.
Classifica e tabù
Prima della partita uno sguardo alla classifica in cui il Livorno ha un punto di vantaggio sul Flaminia, oggi di scena sul difficile campo di Ponsacco, da mantenere per raggiungere il quinto posto che vuol dire playoff. Una vittoria servirebbe come il pane a Luci e compagni che nell’ultimo turno sono attesi dalla difficile sfida di Gavorrano e soprattutto permetterebbe agli amaranto di rompere la striscia negativa di partite senza i tre punti che dura da otto giornate. L’ultimo successo del Livorno risale al 19 febbraio contro il Città di Castello. Nel mezzo ci sono sei pari e due sconfitte, con una sola partita in cui l’attacco ha segnato più di un gol (Pianese). E contro una squadra che si chiuderà e proverà a ripartire come l’Orvietana, è ovvio che molto del destino odierno del Livorno passi dalla concretezza offensiva.
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