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Coach Angiolini va oltre l’Abc: «PL e LL fortissime, possono centrare la promozione»

di Andrea Masini
Coach Angiolini va oltre l’Abc: «PL e LL fortissime, possono centrare la promozione»

L'allenatore amaranto ha riportato Castelfiorentino in Serie B dopo nove anni. Ma durante la stagione ha sempre tenuto d'occhio le due squadre livornesi: «Lenti e Lucarelli i preferiti»

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LIVORNO. Tre delle quattro promozioni (dirette) dalla C Gold alla nuova B interregionale portano la firma di allenatori livornesi. E tra questi c'è anche Walter Angiolini, l’uomo scelto la scorsa estate dalla dirigenza dell’Abc Castelfiorentino per il salto di categoria che al palasport di via Roosvelt mancava da ben nove anni. Ex giocatore della Pallacanestro Livorno ai tempi della Serie B d’Eccellenza, Angiolini aveva guidato il Meloria Basket 2000, Libertas 1947 (in C Silver), Altopascio e Cus Pisa. Ottenendo sempre ottimi risultati e soprattutto – ripetono gli addetti ai lavori – facendo giocare bene le squadre che allena

Angiolini, complimenti innanzitutto.

«Grazie».

La vostra è stata una promozione tanto bella quanto sofferta. Quando avete capito di potercela fare?

«A novembre, dopo cinque vittorie di fila perdemmo a Cecina senza Corbinelli, Scali e Nepi stando comunque avanti per 35 minuti. In quella precisa circostanza, nonostante la sfortuna e tre gravi infortuni, capì che questo gruppo aveva le carte in regola per centrare l’obiettivo».

A gennaio l’innesto di Gianni Cantagalli, livornese come lei e Matteo Geromin (classe 2003). Cosa ha portato in dote?

«Matteo stava dimostrando di poter essere un attore protagonista, poi purtroppo si è rotto il legamento crociato. Gianni, invece, è arrivato in punta di piedi; dopo oltre 10 anni in Serie B ha contribuito sotto ogni punto di vista, mettendo da parte le sue qualità di realizzatore e sacrificandosi per la squadra in difesa e in cabina di regia».

La dinastia degli allenatori livornesi quest’anno ha dominato la C Gold. Ben 3 promozioni su 4 parlano labronico. Lei, Andrea Da Prato e Andrea Scocchera…

«Siamo una città di appassionati, che vive per il basket. Un dato del genere fa piacere ma sorprende il giusto. La cultura della pallacanestro scorre nelle nostre vene e da Walter De Raffaele a tirar in giù ci sono allenatori bravissimi e preparati».

Veniamo alla Serie B: Libertas e Pielle in cima al girone A. Se lo aspettava?

«Al campo spetta sempre l’ultima parola, ma che le due livornesi fossero tra le favorite era ed è sotto gli occhi di tutti. Andreazza e Cardani sono due eccellenti allenatori e hanno a disposizione roster di altissimo livello, profondi e con numerose alternative».

Tra un mese dove pensa di vederle?

«Per il bene della città e del movimento, il più in alto possibile. Strada facendo entrambe hanno costruito la struttura adatta per ambire al massimo e sono certo che faranno di tutto per concludere la stagione 2022/2023 a metà giugno».

È riuscito a vedere qualche partita durante l’anno?

«Non molte, spesso e volentieri la domenica giocavo allo stesso orario. Ma per ciò che sono riuscito a godermi dal vivo, sottoscrivo i concetti espressi in precedenza. Siamo davanti a due squadre fortissime...».

Secondo lei, in quali aspetti del proprio gioco Libertas e Pielle hanno ancora margini di miglioramento?

«Non mi permetterei mai di entrare in argomentazioni tecniche. Mi limito ad esprimere un umile pensiero: chi riuscirà a gestire meglio i momenti difficili avrà più possibilità di fare strada. La passione che si respira in città può generare anche un filo di pressione, di conseguenza la freddezza a mio avviso si rivelerà fondamentale».

C’è un giocatore, uno per parte, che vorrebbe sempre nella sua squadra?

«Jacopo Lucarelli è il prototipo dell’ala moderna, bravo a far tutto e a ricoprire più ruoli all’occorrenza. In casa Pielle, invece, sceglierei Lenti, forse perché a me quest’anno è mancato un elemento con le sue caratteristiche. Battute a parte, Giovanni ha compiuto passi da giganti e adesso è uno tra i migliori nel ruolo in Serie B». l
 

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