Piombino-Libertas, il derby in casa Venucci. «Fieri di Iacopo e Mattia»
Il primo vice allenatore della Libertas, il secondo play di Piombino Babbo e mamma: «L’abbraccio a fine partita ci ha emozionati»
LIVORNO. Ultimo possesso di una sfida bellissima. Piombino e Libertas si giocano due punti fondamentali. Andrea Saccaggi con una prodezza balistica regala il successo agli ospiti in un finale da film al supplementare. Una tripla allo scadere che manda in estasi il popolo libertassino. La panchina, tra staff e giocatori, si fionda verso Saccaggi e i tifosi che ormai sono entrati in campo sull’onda dell’entusiasmo. Gente che corre, salta, esulta e si abbraccia in mezzo al parquet.
Ci sono tutti. Tutti, tranne uno: Iacopo Venucci. Il vice allenatore della LL, anziché correre davanti a sé verso il gruppone amaranto, ha virato verso sinistra, verso la metà campo occupata dai giocatori della Solbat. Perché da quella parte c’è il fratello gemello Mattia, playmaker dei gialloblù, distrutto, sportivamente parlando, dopo aver perso una battaglia che lo ha visto grande protagonista. Lo abbraccia, gli sussurra qualche parola nell’orecchio e lo rincuora: è la foto della domenica.
Un fermo immagine che farà il giro d’Italia come manifesto dello sport e che commuove mamma Tiziana e babbo Aurelio. «Emotivamente non ero riuscita a resistere già quando si erano abbracciati pochi istanti prima della palla a due – esordisce la mamma -, figuriamoci in quell’abbraccio finale. Mi ha fatto capire quanto si vogliono bene e sono uniti oltre qualsiasi cosa. Iacopo sapeva lo stato d’animo di Mattia e di istinto è andato verso suo fratello. A cena, una volta smaltita l’adrenalina, ho pensato ai valori che abbiamo cercato di trasmettere e con una punta d’orgoglio mi sono resa conto che qualcosa di buono probabilmente lo abbiamo seminato in questi anni».
Si è trattato di un finale incredibile in una partita che in casa Venucci era attesa da giorni. «Chiunque avesse vinto saremmo stato contenti – racconta Aurelio-. É stata una serata emozionante, perché avevano già giocato contro in passato, ma stavolta sia per il contesto che per la posta in palio era diverso. Ci siamo goduti lo spettacolo, ina una bellissima giornata di sport. Peccato che nel basket non ci sia il pareggio (ride, ndr)».
I due protagonisti, Mattia e Iacopo, hanno vissuto questa sfida eccezionale a pieno consapevoli comunque che non sarebbe stata una partita come le altre. «A inizio settimana scorsa eravamo tutti a pranzo insieme – confida Tiziana – e Iacopo per scherzare ha detto a Mattia che si sarebbero sentiti fino a mercoledì, poi da giovedì in avanti niente conversazioni fino alla partita. Ci hanno provato, ma si sono sentiti anche domenica mattina, è stato più forte di loro. E domenica sera sono andati a cena insieme, è stata la giusta chiusura della giornata».
Una passione, quella dei due gemelli per la pallacanestro, che parte da lontano, da bambini, con la maglia del Basket San Vincenzo. «Lavoravamo entrambi – spiega Aurelio – quindi passavano molto tempo con le loro nonne che li portavano a giocare vicino al palazzetto visto che abitiamo a due passi. Non avevano neanche sei anni ed erano già sul parquet, è stato amore a prima vista. E da quanto si somigliavano, invece che con i loro nomi, li chiamavano con i numeri di maglia: 10 (Iacopo) e 11 (Mattia) per riuscire a riconoscerli. Un aneddoto che ci fa sorride ancora oggi».
Dal minibasket a San Vincenzo, fino ai campionati da protagonisti in Serie B. Come quello di quest’anno che potrebbe vederli conquistare entrambi il pass verso la B1. Un obiettivo già raggiunto dalla Libertas, mentre Piombino per arrivarci può aver bisogno anche di un aiuto della Maurelli contro Herons Montecatini.
«Siamo veramente orgogliosi e soddisfatti di quello che stanno facendo, sia dei risultati che della passione che mettono entrambi nel loro lavoro – chiosano i genitori -. A casa quando ci sono entrambi si parla solo di basket, sono fissati, hanno vissuto e vivono la loro vita in palestra. La sfida di domenica? Glielo abbiamo già detto a Iacopo. Va bene, hai vinto, ma ora fai un regalo a Mattia e batti Montecatini».
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