Libertas eroica cede nel finale: addio Coppa Italia
A Orzinuovi gli amaranto se la giocano fino in fondo contro la favorita di tutta la B. Grande difesa, ma costano caro 12 errori ai tiri liberi e i cinque falli di Fantoni in soli 20’
ORZINUOVI. C’era un modo solo per vincerla o provare a vincerla questa partita: difendere. Fermare i cavalli di Orzinuovi, la sua capacità di correre, di esaltarsi, di produrre punti. Due volte l’Agribertocchi aveva abbassato la testa finora quest’anno, la prima era rimasta a 55 in casa con Lumezzane, la seconda a 63 a Mestre. Ecco, quella era l’asticella da non superare. La squadra di Andreazza ha rispettato il piano partita alla perfezione. Difesa dura, faccia da guerrieri, nessun timore davanti ai colpi proibiti e al roster infinito di Calvani in una corrida che aveva già il sapore, l’intensità, la violenza dei playoff. Già per questo la Libertas merita gli applausi.
Ma la notizia più bella è un’altra: questa partita ha dimostrato che possiamo giocarcela con chiunque. Se Orzinuovi è davvero, come dicono gli addetti ai lavori, la squadra più forte di tutta la B con Rieti, allora la Libertas può sperare di arrivare fino in fondo e sognare l’A2.
La vittoria non è arrivata, è vero, alle final four di Coppa Italia a inizio marzo a Roseto ci andranno i bresciani, ma usciamo dal PalaBertocchi con tanta fiducia e l’orgoglio di essere arrivati fin qui, come l’anno scorso a Cividale, come due anni fa a Piacenza e alle finali di Coppa. La Libertas è ormai un habitué dell’Olimpo.
Eravamo senza Saccaggi, Fantoni è incappato in una sfilza di falli che l’hanno tenuto in panchina praticamente tutto il secondo tempo, ma nonostante questo siamo stati in corsa fino agli ultimi due giri di lancetta (60-55 al 38’05”) portandoci addosso il fardello di 12 tiri liberi sbagliati su 23.
La lunetta è una delle chiavi della sconfitta. Come la cattiva mira da tre (5/21) e la scarsa prolificità (56 punti appena). E poi c’è il dominio al rimbalzo dell’Agribertocchi, che ci ha portato via dalla testa ben 15 palle d’attacco, con l’agilità di Agbamu.
Ma usciamo a testa alta e cancellando completamente la brutta prestazione di Pavia. Poi ci sono anche le note da rivedere. Detto dei tiri liberi e dei rimbalzi, va evidenziato che anche stavolta quando il vento sembrava soffiare in poppa qualcosa si è inceppato, un cortocircuito ha mandato in tilt i meccanismi amaranto e così l’accelerata impressa da Ricci al rientro dall’intervallo (28-34 del 22’, massimo vantaggio) è sfumata in un batter di ciglia: quarto fallo di Fantoni, qualche ingenuità di troppo e Orzinuovi ha rimesso la freccia del sorpasso (40-39 con Planezio) e da lì non ha più mollato il comando nonostante la Libertas le sia rimasta incollata e sia pure riuscita a strozzare un tentativo di break (il 50-43 del 32’ è diventato 52-50 del 36’ con Lucarelli e Sipala). Nei primi due tempi era già successo: Orzinuovi si era trovata avanti di 8 (17-9) ma la Libertas sputando sangue in difesa l’aveva risucchiata fino a superarla: penetrazione di Fratto da insegnare a scuola, tripla di Lucarelli e il tabellone che segnava 26-30 al 19’, segno che gli amaranto, nonostante i cerotti, potevano giocarsela. E così è stato.
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