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Gonnelli il guerriero «Sono cresciuto sognando di vivere questo momento»

Gianni Tacchi
Gonnelli il guerriero «Sono cresciuto sognando di vivere questo momento»

Livornese di scoglio, è stato il migliore degli amaranto nel derby «Grazie a Luci e Mazzoni, mi hanno trasmesso amore per la maglia» 

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il personaggio

Gianni Tacchi

Un guerriero quando pulisce l’area, quando ferma gli assalti del Pisa, quando stoppa Marconi e sbarba Moscardelli. Un livornese vero quando parla di «appartenenza», quando tira fuori il carattere nei momenti decisivi, quando urla sotto la Nord tutta la sua voglia di spaccare il mondo. Eccolo, il derby di Lorenzo Gonnelli, strepitoso nel cuore della difesa e tra i migliori in campo. Una certezza, una garanzia.

E il suo post su Facebook dopo l’1-0 al Pisa mette insieme i sogni da bambino, l’amore per questa maglia e tutti i sacrifici fatti nel corso degli anni. «Sono cresciuto sognando questi momenti, sono cresciuto sognando di giocare questa partita - le parole del difensore livornese classe 1993 - la fortuna, il destino, la volontà, la tenacia e i sacrifici hanno voluto che tutto andasse nel migliore dei modi. Questo senso di appartenenza non te lo insegnano, lo senti dentro. Senti che per quella maglia, per quei colori, provi qualcosa di diverso: è roba tua! Col Pisa dovevamo tirare fuori proprio il senso di appartenenza e l’abbiamo fatto. Ringrazio i miei compagni-fratelli che hanno dato tutto in campo. Dedico la vittoria alla mia famiglia che tutti i giorni mi supporta, mi sopporta, soffre e gioisce per me. Con me!».

«VINTA TUTTI INSIEME»

Gonnelli parla da leader e da leader - una settimana fa, con la fascia da capitano per il ko di Luci - era andato sotto lo spicchio amaranto a Frosinone per un confronto con i tifosi. Personalità, carattere, voglia di essere protagonista. E ora ecco un altro derby vinto in casa, il secondo dopo quello dell'aprile 2018 che fu decisivo per il ritorno del Livorno in serie B.

«È stata una partita maschia, ma sotto questo aspetto c’erano pochi dubbi - commenta Gonnelli - il Pisa è una squadra tosta, ma anche noi siamo stati tosti e abbiamo lottato su ogni pallone: per loro è dura giocare qui, tutti insieme siamo riusciti a portare a casa un risultato importantissimo. E poi finalmente non abbiamo preso gol, un dettaglio da non sottovalutare in questo momento della stagione».

Un momento difficile dal quale il Livorno, dopo tanta sfortuna e tanti infortuni, spera di essere uscito. «Per me è un sogno diventato realtà, speriamo che questa vittoria sia lo slancio giusto per cominciare un nuovo campionato. Fin qui le cose non erano andate bene soprattutto al Picchi, ma questa è casa nostra e dobbiamo proteggerla». Come nel derby, conquistato ancora dal Livorno grazie al clamoroso autogol di Benedetti.

«GRAZIE LUCI E MAZZONI»

E pensare che Gonnelli aveva iniziato la stagione in panchina, indietro nelle gerarchie di Breda: qualche problema fisico durante il ritiro, le prime esclusioni, l’erroraccio col Perugia, la fiducia del tecnico nei confronti del terzetto Boben-Di Gennaro-Bogdan. Poi però gli errori difensivi hanno portato Breda a riflettere e a cambiare qualcosa, inserendo proprio Gonnelli e l’altro livornese Gasbarro a Frosinone, alla luce anche dell’infortunio di Di Gennaro.

«Gonnelli ha lavorato in silenzio e come nella scorsa stagione si è fatto trovare pronto», le parole del tecnico amaranto dopo il derby. E ora la soddisfazione è doppia. «Sappiamo benissimo che quella con il Pisa è sempre una partita diversa dalle altre - prosegue Gonnelli, che ora sta giocando al centro della difesa a 3 - in questi anni credo di aver imparato molto dai livornesi del gruppo: penso a Luci, a Mazzoni, li ringrazio perché sono stati loro a trasmettermi l’appartenenza a questa squadra e a questa maglia».

Ma ora è già tempo di pensare al Cittadella, una trasferta fondamentale (domani, fischio d’inizio alle ore e 21) per trovare continuità e anche nuove certezze. —



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