«Lascio il Livorno, ora ci pensi il sindaco»
Spinelli esplode: «Chi ha fatto la squadra mi ha preso in giro. Parlerò con mio figlio, se lui è d’accordo noi finiamo qui»
LIVORNO
Alle prime due telefonate, cinque minuti dopo la fine della partita, il presidente Aldo Spinelli non ha risposto. Dopo un quarto d'ora il «pronto» è arrivato dopo sei squilli. Chissà. Forse voleva tacere, metabolizzare questa sanguinosa sconfitta interna. O forse no. Perché quando ha aperto bocca ha dato la stura a una vera e propria pentola a pressione.
Presidente, come facciamo ad uscire da questa situazione?
«Non lo so. La situazione non è grave. È gravissima. Non so davvero più che cosa fare. Non ne usciamo».
Cosa pensa di fare? Esonera Lucarelli?
«Prenderemo una decisione domani io e mio figlio».
Quindi Cristiano è appeso a un filo?
«No, no, che cosa avete capito. La nostra decisione non è tecnica. Non riguarda l'allenatore e nemmeno la squadra».
E allora a che cosa si riferisce?
«Quest'anno abbiamo sbagliato tutto. Ci siamo fidati e siamo stati presi in giro».
Quindi ?
«Quindi non accetto di essere preso in giro».
Non è la prima volta che lo dice. Ma da chi?
«Da tutti. Da tutti. E non mi do pace».
E la decisione da prendere?
«Domattina parlo con mio figlio. E se lui mi dà retta lasciamo il Livorno perché non ne possiamo più. Conto che Roberto a questo giro mi ascolti. Sono stanco di prese di giro e umiliazioni».
Quindi vende il Livorno?
«Non lo so».
Ma come? Lascia e non ha acquirenti?
«Non ce ne sono, ma a questo punto saranno affari di altri. Che si arrangino».
Di altri? Chi? Se non c'è nessuno dietro la porta...
«Mah. Del sindaco, per esempio. E poi che si arrangino. Io non ne posso più di questa situazione. Ripeto. Non sopporto essere preso in giro».
Ma certe scelte le ha avallate lei, presidente...
«Perché mi sono fidato e ho sbagliato. Altrimenti non parlerei in termini di presa di giro».
A questo punto la partita passa in secondo piano
«Certo. Ma tanto l'avete vista. Abbiamo sbagliato tutto. In senso assoluto e in questa partita in particolare. Salvo soltanto Alino Diamanti. Ha giocato solo lui. Abbiamo giocato con un solo giocatore. Vi rendete conto».
Torniamo alla sua idea di lasciare. La notte le porterà consiglio?
«Io dico solo che stavolta spero che mio figlio Roberto la pensi esattamente come me, perché in questo modo non è più possibile andare avanti perché mettiamo soldi e rimediamo queste figure. A questo punto l'unica strada che vedo è quella di lasciare tutto perché questa volta è davvero finito tutto. Quanto alla squadra, non so come si possa rialzare dopo questa mazzata. Vi prego. Non fatemi dire altro».
L'ultimo concetto sono state le ultime parole di Spinelli che durante la conversazione è andato su con la voce. Mai sentito così amareggiato e deciso a rimettere il mandato. La notte amaranto pare infinita. Alle luci del giorno forse tutto sarà più chiaro. Quello di Spinelli sarà stato uno sfogo come tanti cui abbiamo assistito in questi anni o è davvero al passo dell'addio. E poi eventualmente chi sarà il suo successore? All'orizzonte non c'è nessuno. Chiavi al sindaco? Possibile.
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