Ciclisti giramondo Ma il 2015 toscano lascia a desiderare
Con le ultime corse in Cina s’è chiusa l’annata del pedale Solo Chicchi e Ulissi sono riusciti a vincere due gare
LIVORNO. Con le ultime corse disputate in Cina si è chiusa l'attività internazionale su strada per i ciclisti italiani ed è già tempo di bilanci, per un'annata che possiamo definire positiva. Analizzando quei dati statistici che qualcuno definisce aridi, non mancano le sorprese. L'affollato plotone dei ciclisti professionisti italiani - raggruppati nelle squadre World Tour, Professional e Continental - ha vinto complessivamente 162 gare con 59 atleti e in ben 28 differenti nazioni. Il maggior numero dei successi, 33, è stato ottenuto in gare italiane, ma la Cina incalza sorprendentemente con 30 vittorie, seguita dalla Francia con 23, dalla Spagna con 11, dal Giappone con 7, dal Venezuela con 6 e dalla Romania con 5.
Ma i ciclisti nostrani si sono rivelati dei veri giramondo, avendo totalizzato affermazioni anche in Paesi certo non convenzionali per lo sport del pedale, come Malesia, Abu Dhabi, Egitto, Turchia, Brasile, Dubai, Estonia, Gabon, Oman e Messico. Appare evidente come i tempi stiano cambiando in fretta e che i ciclisti italiani, spesso tesserati da team esteri come ad esempio Aru e Nibali, sono ormai abituati ad andare a cercarsi gloria e denaro in altre parti del mondo anche perché in Italia da tempo stanno gettando la spugna parecchi organizzatori di gare dal blasone prestigioso. A livello individuale sono due i plurivittoriosi, appaiati a quota 13 vittorie ed entrambi sono bresciani: Mattia Gavazzi (Amore & Vita-Selle SMP) e il neo-professionista di origini polacche ma bresciano di residenza Jakub Mareczko (Team Southeast). Due sprinter agguerriti, che hanno fatto man bassa di vittorie proprio in Cina, infatti Gavazzi ne ha accumulate 10, mentre Mareczko si è fermato a quota 9. Può comunque consolare il fatto che entrambi militino in due formazioni di chiare origini toscane, gestite da navigatori di lungo corso come Ivano e Cristian Fanini e come Angelo Citracca.
Alle spalle dello scatenato tandem troviamo con 8 vittorie ciascuno un'altra coppia di quotati velocisti, come l'emergente Andrea Guardini (Astana) e il già esperto Elia Viviani (Team Sky). Seguono Sacha Modolo (Lampre-Merida) e Vincenzo Nibali (Astana) con 6 affermazioni e testa, mentre con 5 successi figurano il nostro migliore cronoman, Adriano Malori (Movistar) e Andrea Palini (Skydive Dubai). Se però prendiamo in considerazione la qualità effettiva delle vittorie totalizzate, il valore numerico passa in secondo piano. Vincenzo Nibali può infatti esibire il campionato italiano, una tappa al Tour de France e il Giro di Lombardia, Fabio Aru la Vuelta di Spagna e due tappe al Giro d'Italia, Luca Paolini la Gand-Wevelgem, Matteo Trentin la Parigi-Tours ealtro.
Sconfortante - se paragonato ai tempi d'oro di neppure tanti anni fa - il bottino stagionale dei ciclisti toscani. Francesco Chicchi (Androni)e Diego Ulissi (Lampre-Merida) hanno vinto due gare ciascuno, mentre a quota uno troviamo Daniele Bennati (Tinkoff-Saxo), Kristian Sbaragli (MTN) e il livornese Alessio Taliani (Androni). Gli highlits relativi a questo magro bottino sono stati i successi di Ulissi in una tappa al Giro d'Italia, di Sbaragli in una tappa della Vuelta di Spagna e di Bennati nel GP Industria e Commercio di Prato. Ma chissà se sono già operativi nelle categorie minori gli eredi dei vari Ballerini, Bartoli, Bettini, Cipollini, Tafi? In Toscana ce n'è evidente bisogno.
Stefano Fiori
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