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Tennis, il primo sorriso di Camila

Tennis, il primo sorriso di Camila

Alla quarta finale, la 23enne marchigiana trionfa in Olanda: Bencic ko. «Lo dedico a papà»

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S'HERTOGENBOSCH. Buona la quarta, finalmente, per Camila Giorgi. In Olanda, sull'erba di s'Hertogenbosch, la 23enne marchigiana ha conquistato, alla quarta finale, il suo primo titolo Wta. C'era andata molto vicino l'anno scorso, a Katowice e a Linz (in Polonia è arrivata all'ultimo atto anche due mesi fa), sprecando un match point. C'è riuscita ieri - con un match impeccabile, una splendida dimostrazione di quella concentrazione e maturità la cui carenza l'ha spesso penalizzata - battendo per 7-5 6-3, in un'ora e 24', la svizzera Belinda Bencic, più giovane di cinque anni e due gradini più in alto nel ranking (33ª contro 35ª). «È stata una settimana incredibile, sono stati match duri ma tutto è andato per il meglio. Era la prima volta che partecipavo a questo torneo e mi sono trovata davvero bene. Adoro giocare sull'erba», ha detto l'azzurra. «Dedico questa vittoria al mio papà», ha aggiunto, cercando con lo sguardo il padre Sergio - suo coach e mentore -, con gli occhi lucidi anche lui.

Nel TopShelf Open 2015 - torneo Wta International, con montepremi di quasi 230 mila dollari - la Giorgi aveva superato “match duri” contro la statunitense Irina Falconi, l'olandese Michaella Krajicek, la kazakha Yaroslava Shvedova e l'olandese Kiki Bertens. In finale, è stata perfetta: servizio (spesso il suo tallone d’Achille) efficace, otto ace e solo due doppi falli, nessuna palla break concessa all'avversaria. Con la quale ha pareggiato i conti (la Bencic aveva vinto l'unico precedente, a Madrid nel 2014).

Ora, rotto il ghiaccio, la graziosa, timida, talora imbronciata ragazzina di Macerata, che sul campo diventa una tigre, può puntare a obiettivi importanti, tra cui l'ingresso nella Top 10 che le pronostica il padre. A condizione che maturi e controlli il gioco irruente che le fa alternare punti incredibili a errori marchiani. Secondo più di una “collega”, è capace di battere chiunque (ha strapazzato, del resto, Sharapova, Wozniacki e Azarenka) e perdere contro chiunque. Appuntamento a Winbledon: nel 2012 arrivò dalle qualificazioni agli ottavi.

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