I gemelli Dini nella storia con due argenti da favola
Ai campionati Europei juniores di Rieti Samuele è secondo in finale dei 5000 metri, mentre Lorenzo incanta sui 10.000. Molto bravo anche Mattia Contini
LIVORNO. Una favola quella vissuta in questi giorni dai gemelli Dini, una storia tutta da raccontare per due ragazzi che dopo avere lasciato il basket decisero di provare con l’atletica e che ora si sono ritrovati quasi a conquistare il tetto d’Europa, se non fosse stato per quel turco nato in Kenya tesserato da solo quindici giorni da questa federazione interessata a impreziosire il suo biglietto da visita, una scelta discutibile e non certamente sportiva. Dopo il capolavoro di Lorenzo a spese di un russo pasticcione, è arrivato l’argento anche per Samuele che ha triturato due sudditi d’Inghilterra. Una medaglia inaspettata, è per questo ancora più appassionante quella che si è andata a prendere il livornese nella gara dei metri 5000 dominata da questo Ali Kaya in 13’49”76, mentre il resto della compagnia aveva optato per una gara tattica, forse anche troppo; ma è qui che si realizza il capolavoro di Samuele il quale, nel passato, in qualche occasione aveva dato l’impressione di mollare nel momento decisivo. Trepidazione in tribuna e davanti agli schermi per il duello che si stava consumando fra il nostro azzurro e i due britannici Jonathan Davies e Michael Gallegari; ai 400 finali questi ultimi partono in coppia, Samuele perde qualche metro: un film già visto? Macché, non molla e si riporta sotto, li attacca in curva e li stende sul rettilineo d’arrivo, è argento come quello di Lorenzo: il tempo è di 14’3”25, un evento che rimarrà scritto negli annali azzurri.
Nella prima giornata di questi campionati Europei Juniores di Rieti era scaturita la prima medaglia per la squadra azzurra, un argento davvero speciale perché a conquistarla con una prestazione fantastica, era stato il livornese Lorenzo Dini. Il mezzofondista biancoverde, curato come il gemello da Saverio Marconi si è migliorato di oltre venticinque secondi portando il suo nuovo primato personale a 29’31”.11 dopo una gara condotta con grande acume tattico, ma contrassegnata da episodi quasi incredibili per i quali il livornese è riuscito a non farsi coinvolgere. Al colpo di pistola Lorenzo è schierato all’esterno ma recupera prontamente le prime posizioni , consapevole delle aspettative riposte in lui e delle sue credenziali, inizia poco dopo la cavalcata solitaria di Ali Kaya che alla fine doppierà tutti gli avversari andando a insidiare il primato europeo juniores e terminando alla fine in 28’31”16. Lorenzo proseguirà tenendosi al coperto unitamente a un gruppetto iniziale di sette corridori che poi giro dopo giro si sgretolerà. A due giri dal termine il podio è ormai sicuro, dietro al battistrada, per lui suona la campana degli ultimi 400 metri, sono ormai rimasti in due, a questo punto il russo Mikhail Strelkov perde letteralmente la testa e va a ingaggiare la volata con il turco fermandosi con lui di botto dopo il traguardo; via libera quindi per il nostro Lorenzo, rimasto lucido e vigile dando l’impressione che aveva speso solo il giusto necessario. Terzo arriverà il croato Dino Bosnjack, mentre Strelkov si accorge dell’errore e riprende al piccolo trotto, quarto.
Risultati davvero eccezionali per questi due giovanissimi atleti che coinvolgono l’ambiente azzurro, un’intera città, la loro grande e bella famiglia, il loro tecnico e l’Atletica Livorno; durante la gara il telecronista si è chiesto cosa rappresentasse quella coccarda tricolore apposta sul petto dei ragazzi, in effetti, era biancoverde, un modo per ricordare ancora una volta un altro grande dell’atletica livornese Vittoriano Drovandi. In questa giustificata euforia non possiamo però fare passare in sott’ordine quanto ha combinato in questa rassegna europea Mattia Contini della Libertas Runners Livorno. Il giovanotto di Vittorio Vece nelle batterie dei 400 a ostacoli, nonostante qualche errore, conferma di avere recuperato da quell’infortunio che l’ha tenuto lontano per lungo tempo dalle gare; corre in 52’42”, si classifica al terzo posto, frantuma il suo personale e guadagna le semifinali. Mattia ci riprova, parte in ottava corsia: questo non è assolutamente un vantaggio, determinazione e coraggio non bastano, alla fine è primo escluso dalla finale a otto; forse ci sarebbe da recriminare per la parte finale, ma chiude migliorandosi ancora in 52’36”. Anche per lui non si possono che estendere note ultrapositive.
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