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Livorno

L’ultimo abbraccio a Sauro Bufalini

L’ultimo abbraccio a Sauro Bufalini

Anche il basket livornese ha voluto salutare il gigante scomparso a 71 anni

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PISA. Il funerale degli uomini alti. L’ultimo saluto a Sauro Bufalini, scomparso nella notte fra sabato e domenica all’età di 71 anni è stato una specie di album Panini dei canestri. Tanta gente ieri nella chiesa del cimitero della Misericordia, a Pisa, con la palla a spicchi a fare da denominatore comune. C’erano i compagni e gli avversari di quell’epoca (Dino Meneghin, Masini, Massimo Cosmelli, Pieri, Vatteroni, Gatti, Raffaele, Barlucchi e altri), tanti rappresentanti di quella Pallacanestro Livorno di metà anni Settanta che “Bufalo” aveva condotto con maestria da allenatore-giocatore, tutto il mondo del basket pisano maschile e femminile passato e presente, il sindaco Marco Filippeschi (che alla fine della cerimonia funebre ha voluto ricordare il suo illustre concittadino), poi Massimo Faraoni, l’ex arbitro Baldini, il figlio di Bruno Duranti, l’allenatore di calcio Eugenio Fascetti e anche persone comuni. Che magari avevano conosciuto Sauro non in qualche palazzetto, da leggenda vivente del basket in bianco e nero, ma semplicemente come quel gigante buono tornato nel panificio della famiglia Bufalini di Piazza delle Vettovaglie. Per servire baguette, schiacciata, sorrisi e buonumore. «Sauro nella sua vita terrena non ha consumato gli scalini della chiesa - ha detto don Roberto Filippini - ma se qualcuno aveva bisogno lui c’era. Sempre». Per dare un sostegno, una parola di incoraggiamento, uno stimolo, tanta amicizia. Perchè Sauro sapeva che gli altri siamo noi.

La gente in chiesa era commossa e si è stretta attorno alla moglie Giovanna e ai figli Francesco e Alessandro con un abbraccio che veniva dal cuore. Come dal cuore è arrivato il saluto da Los Angeles di Ettore Messina, il coach che dopo aver vinto tutto in Italia e in Europa ha scelto di vivere un’avventura Nba nello staff dei Lakers. In una mail inviata al nostro giornale ha tracciato il suo ricordo di Sauro: «Quando ero ragazzo e giocavo nelle giovanili della Reyer, a Venezia, Bufalini mi affascinava per la sua personalità e per la capacità di guidare quella squadra, in campo e fuori. Non ho mai avuto il coraggio di salutarlo anche se noi ci allenavamo prima o dopo la prima squadra, ma era una persona che mi colpiva molto. E’ un altro pezzo di noi che se ne va e purtroppo, invecchiando, sono sempre di più. Per il pochissimo che può contare vorrei trasmettere il mio rispettoso ricordo e il mio cordoglio alla famiglia e ai moltissimi suoi amici. Ettore Messina».

Renzo Marmugi

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