Il Tirreno

Livorno

Nuoto, studio e svago: tutto il mondo di Turrini «Il segreto? L'umiltà»

Andrea Masini
<b>ARGENTO EUROPEO. </b>Federico Turrini, 23 anni, livornese
ARGENTO EUROPEO. Federico Turrini, 23 anni, livornese

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 LIVORNO. Nello sport c'è chi vince, chi perde, e soprattutto chi rialza la testa. Questo significa essere un campione. E Federico Turrini lo è. A tutti gli effetti. Dentro e fuori dalla piscina. Un tipo semplice il Turro (così lo chiamano gli amici e i compagni di squadra), livornese doc, che a 23 anni avrebbe già in mano gli elementi necessari per scrivere un'autobiografia unica nel suo genere, caratterizzata da tantissimi capitoli indimenticabili.  L'ultimo, sicuramente, riguarderebbe la medaglia di bronzo conquistata nei 400 Misti (4'05"24) ai recenti campionati Europei di vasca corta di Eindhoven (Olanda). Da otto mesi a questa parte le cronache sportive locali, e nazionali, non fanno altro che parlare del Turrini campione. Ma nella vita di tutti i giorni chi è Federico? «Un ragazzo dai valori sani e umili. Essere un professionista non significa assolutamente rinunciare al divertimento, anzi. Nel tempo libero lo svago è importante».  Si racconta pure di uno studente modello...  «Non esageriamo, sto frequentando il corso di Economia e Legislazione dei Sistemi Logistici al polo universitario di Villa Letizia. Tra dicembre e gennaio avrei voluto dare gli ultimi due esami, ma la qualificazione ai Mondiali ha stravolto un po' i programmi».  E' vero che a quattro anni eri già un mistista provetto?  «Beh, i miei genitori sono entrambi ex nuotatori, mentre alla zia Alessandra è stata intitolata la piscina da 25 metri in via dei Pensieri. Il nuoto ce lo abbiamo nel sangue, e io sin da piccolo ho avuto il piacere praticarlo».  Sei fidanzato?  «Felicemente, da tre anni, con Maria Vittoria. E indovinate dove l'ho conosciuta? In piscina».  Nel tempo libero che tipo di attività ami svolgere?  «Più che attività le definirei passioni: la prima è senza ombra di dubbio l'Inter, ma ho una discreta cultura pure di cinema. Durante i collegiali con la nazionale guardo moltissimi film, anche se il mio preferito rimane Pulp Fiction».  Musica, Turrini e...  «Ligabue, malgrado adori pure i Metallica. Lo so, si stratta di due generi completamente diversi, ma ci sono dei momenti, vedi il pre gara, in cui certe canzoni caricano più di altre».  Purtroppo nel 2008 sei stato costretto a rinunciare alle Olimpiadi di Pechino a causa di una maledetta squalifica per doping. Con quale stato d'animo hai vissuto quei momenti?  «A freddo, non lo nascondo, pensai di mollare tutto. Poi grazie ai consigli della mia famiglia e all'appoggio della Nuoto Livorno e del Centro Sportivo Esercito sono riuscito a uscire a testa alta da una situazione paradossale».  Nell'aprile 2010 il rientro condito subito dal titolo italiano assoluto nei 200 Misti...  «Una giornata che non dimenticherò mai, è stato bellissimo vincere gli Assoluti dopo due anni di assenza».  Qualche settimana fa, invece, il primo piazzamento internazionale della tua carriera...  «A dir la verità l'obiettivo principale era il pass per Dubai. E quindi mai avrei immaginato di salire sul podio dei 400 Misti, per di più con un tempo così interessante».  La Nuoto Livorno è...  «Una seconda famiglia: con Carlo (Chelli, ndr) e Stefano (Franceschi, ndr) ho un legame splendido, al pari di tutti coloro che fanno parte di società che non ha eguali».  Puoi descriverci il rapporto che hai con Rosso?  «Sincero e schietto. A mio modesto avviso Corrado, oltre ad essere un super allenatore, ha un grandissimo merito, ovvero l'essere stato capace di far cambiare mentalità ad atleti e tecnici. La sua impronta rimarrà nella storia del nuoto livornese».  Il ritorno di Federico Turrini è coinciso con la promozione della Nuoto Livorno in serie A...  «Diciamo che avevo un conto in sospeso, e insieme ai miei compagni, l'ho saldato».

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