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Tragedia

Livorno, Gianluca Pellino morto a 37 anni nello scontro in scooter: stava tornando a casa nel giorno del compleanno della figlia

di Martina Trivigno
Gianluca Pellino e in basso una foto col fratello minore; a sinistra l'incidente (foto Stick)
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Gianluca Pellino e in basso una foto col fratello minore; a sinistra l'incidente (foto Stick)

Rientrava dal lavoro, il fratello: «Era un ragazzo d’oro, innamoratissimo della figlia». La tragedia proprio nel giorno del compleanno della bambina. La famiglia ha acconsentito alla donazione degli organi

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LIVORNO. Un giorno di festa trasformato in tragedia. E un dolore troppo grande con cui fare i conti. La vita di Gianluca Pellino, 37 anni, è stata spezzata nel giorno più importante per lui: quello del compleanno di sua figlia.

Una manciata di secondi, uno scontro violentissimo con un’auto e la disperata corsa per salvargli la vita. Poi le lacrime e la consapevolezza di non riabbracciare più quel giovane uomo originario di Aversa (Caserta), che aveva lasciato la Campania quando era ancora un ragazzo.

L’incidente e la vittima

A 18 anni si era trasferito a Pontedera, dove la sua famiglia è molto conosciuta e dove aveva costruito una parte importante della sua vita. Da circa due anni, però, aveva scelto Livorno per stare accanto alla fidanzata: qui c’era la sua casa, qui tornava ogni giorno dopo il lavoro.

Anche mercoledì scorso, quando, terminato il turno da muratore a Pontedera, era salito sul treno per rientrare. Una volta arrivato, aveva preso lo scooter per raggiungere la sua casa in Borgo Cappuccini.

Erano gli ultimi chilometri di una giornata di lavoro: aveva ancora addosso le scarpe antinfortunistiche, quelle che raccontano più di tante parole la sua quotidianità fatta di fatica e impegno.

Poi alle 21,35, all’incrocio tra viale Alfieri, viale Carducci e viale Ippolito Nievo, l’impatto. Devastante. Lo scooter si è scontrato con una Hyundai che procedeva in direzione della stazione, provenendo dal viale Ippolito Nievo. I primi a fermarsi sono stati quattro militari dell’esercito, che si trovavano casualmente a passare da lì. Si sono immediatamente precipitati a soccorrere il 37enne, iniziando le manovre di rianimazione e continuando a prestargli soccorso in attesa dell’arrivo dei soccorritori. Poco dopo è intervenuta un’ambulanza della Svs, mentre i due occupanti della Hyundai, una coppia di ragazzi di diciannove anni, sono stati affidati alle cure dei volontari della Misericordia.

Sul posto è arrivata anche la polizia locale, che ha avviato i rilievi e avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente. Un lavoro che dovrà chiarire ogni aspetto di uno scontro costato la vita a un uomo di appena trentasette anni. Intanto, la notizia ha attraversato due comunità – quella di Livorno e di Pontedera – che Gianluca conosceva bene e nella quale anche la sua famiglia è da sempre molto presente: il fratello minore Fabio, infatti, gestisce nella città della Vespa un salone di parrucchiere e barberia.

E proprio dalla sua voce arriva il dolore di una famiglia che fatica a trovare il modo per spiegare una perdita così improvvisa.

Le parole e la famiglia sotto choc

«Non ci sono parole – dice al Tirreno che sui social ha pubblicato una bellissima foto di quando entrambi erano bambini – . È un vuoto immenso quello che lascia. Gianluca era un ragazzo d’oro, innamoratissimo di sua figlia: era la sua ragione di vita».

Un legame speciale, quello con la bambina, che rappresentava il centro di tutto. Ed è forse proprio questo a rendere ancora più difficile accettare quanto accaduto: Gianluca stava tornando a casa, dopo una giornata di lavoro, nel giorno in cui la sua piccola festeggiava il compleanno. Un rientro che avrebbe dovuto concludersi con un abbraccio e un momento da condividere in famiglia. Invece, quella strada si è trasformata nell’ultimo tratto della sua vita.

Gianluca lascia il padre Lorenzo, la madre Angela, il fratello Fabio e le sorelle Sabrina e Santa. Una famiglia travolta da un dolore enorme, attorno alla quale in queste ore si stanno stringendo amici, conoscenti e tante persone che hanno incrociato Gianluca nel corso degli anni.

I messaggi di cordoglio si sono moltiplicati, tra ricordi, incredulità e parole di vicinanza. Nella giornata di ieri la salma è stata restituita ai familiari, dopo il percorso necessario per consentire la donazione degli organi. Un gesto di grande generosità che, nel mezzo di una tragedia impossibile da comprendere, potrà permettere ad altre persone di continuare a vivere.

Resta il dolore di una famiglia, l’incredulità di chi lo conosceva e soprattutto l’assenza di un padre che aveva nella figlia il suo mondo. Gianluca era uscito di casa per lavorare e stava tornando dai suoi affetti. Non è mai arrivato.

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