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Il caso

Livorno, latte scaduto da 5 mesi: neonata all’ospedale. La famiglia: «L’avevamo appena comprato»

di Martina Trivigno
Il pronto soccorso livornese e la confezione di latte
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Il pronto soccorso livornese e la confezione di latte

La piccola di 4 mesi ha accusato vomito e diarrea ed è stata portata al pronto soccorso. Parla la zia: «L’abbiamo acquistato al supermercato, mi chiedo come potesse essere sullo scaffale»

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LIVORNO. Prima hanno preparato il biberon per la loro bambina di quattro mesi, poi la terribile scoperta: quel latte per neonati, acquistato regolarmente al supermercato, era scaduto dal 26 maggio scorso, ovvero da oltre cinque mesi. Dopo sono arrivati il vomito e la diarrea e, con loro, la paura, quella di una famiglia che si è ritrovata a correre al pronto soccorso con una neonata.

«Quando ci siamo accorti della data di scadenza ci siamo spaventati tantissimo. Stiamo parlando di una bambina piccolissima, non potevamo sapere quali conseguenze avrebbe potuto avere», racconta la zia della piccola.

L’allarme

Tutto sarebbe successo giovedì scorso, dopo l’acquisto di una confezione di latte liquido destinato ai neonati in un supermercato in zona stazione. A rendersi conto del problema è stata la nonna della bambina, mentre stava preparando il secondo biberon della giornata: in pratica, controllando la confezione, si è accorta che la data di scadenza riportata era maggio 2026: il latte risultava quindi scaduto da circa cinque mesi.

La piccola aveva già bevuto circa 200 millilitri di quel prodotto e proprio in quelle ore, secondo il racconto della famiglia, avrebbe iniziato a manifestare vomito e diarrea. «È stato tutto molto rapido – prosegue la zia – . A quel punto abbiamo capito che qualcosa non andava e la preoccupazione è diventata enorme».

La corsa all’ospedale

Così la bambina è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno per gli accertamenti del caso che hanno presto scongiurato conseguenze gravi. Ma per i familiari sono state ore di grande apprensione. «Ha soltanto quattro mesi, è ancora così piccola – aggiunge la zia – . Quando si tratta di una neonata ogni sintomo fa paura, soprattutto se si scopre che potrebbe esserci stato un problema con qualcosa che ha mangiato».

E ora la zia della bambina – che ha messo a disposizione del Tirreno lo scontrino e la confezione del latte scaduto – punta il dito soprattutto sulla possibilità che un prodotto destinato all’alimentazione dei neonati, una categoria particolarmente delicata, possa essere rimasto in vendita nonostante la data di scadenza fosse stata superata da mesi.

«Noi abbiamo acquistato quel latte normalmente, come si fa quando si va a fare la spesa – evidenzia – . Ci siamo fidati, perché pensavamo di comprare un prodotto sicuro. Non avremmo mai immaginato di trovarci davanti a una situazione del genere».

Dopo aver scoperto quanto accaduto, il padre della bambina è tornato nel supermercato per segnalare l’episodio. Intanto il punto vendita ha avviato dei controlli per verificare la situazione.

«Mai più»

«Vogliamo soltanto capire come sia potuto succedere. Non è una questione da sottovalutare: parliamo di un alimento destinato a bambini di pochi mesi. Ci chiediamo come una confezione scaduta da maggio possa essere ancora finita nelle mani di un cliente», sottolinea la zia della piccola.

«La cosa più importante è che episodi simili non si ripetano mai più e che nessun’altra famiglia debba vivere una paura del genere – conclude la donna – . Quando compriamo qualcosa per i nostri bambini dovremmo poter stare tranquilli. Non dovremmo mai trovarci a dubitare della sicurezza di un prodotto acquistato regolarmente».

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