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Livorno, ponteggi, infissi mancanti e una nuova scadenza: quando riaprirà davvero il Padiglione 24? L’ultima data

di Martina Trivigno

	Il Padiglione 24 a Livorno 
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Il Padiglione 24 a Livorno 

A febbraio saranno passati otto anni dalla chiusura dello storico poliambulatorio: il punto sul maxi intervento destinato a ospitare una delle future Case di comunità hub della città

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LIVORNO. A febbraio 2027 saranno otto anni che il Padiglione 24 è chiuso alla città. Otto anni da quando i cancelli dello storico poliambulatorio si sono chiusi e i servizi sono stati trasferiti altrove. Oggi, a pochi mesi dalla scadenza indicata dall’Asl Toscana nord ovest, la struttura destinata a diventare una delle colonne della sanità territoriale livornese è ancora un cantiere. Le impalcature avvolgono gran parte delle facciate, in diversi punti le finestre ancora non ci sono e l’immagine che restituisce il grande edificio è quella di un lavoro tutt’altro che arrivato alle battute finali. Eppure il calendario corre. L’obiettivo (l’ultimo) fissato dall’azienda sanitaria è chiaro: completare i lavori entro la fine del 2026 e organizzare, all’inizio del 2027, il trasferimento dei servizi. «Se tutto andrà secondo programma organizzeremo il trasferimento dei servizi all’inizio del 2027», ha spiegato Cinzia Porrà, direttrice della Zona distretto livornese. È una corsa contro il tempo per un intervento che ha già attraversato più cronoprogrammi e accumulato ritardi lunghi anni.

Una lunga serie di rinvii

Era il 18 febbraio 2019 quando il Padiglione 24 venne chiuso. I lavori di riqualificazione, però, sono partiti soltanto nell’aprile 2021. Il progetto iniziale prevedeva un cantiere di circa 30 mesi con la prima scadenza fissata al marzo 2023. Poi è arrivato il rinvio al 2024, quindi una nuova data, il 5 gennaio 2025. Infine il calendario è slittato ancora. Il tempo è passato e quello che doveva essere un intervento di poco più di due anni è diventato un cantiere destinato a protrarsi per quasi sei anni.

Le difficoltà emerse durante i lavori

L’Asl ha sempre ribadito che i lavori non si sono mai fermati: il problema, viene spiegato, è stato soprattutto ciò che è emerso man mano che l’edificio veniva aperto e analizzato. La riqualificazione ha richiesto interventi strutturali più complessi del previsto: il consolidamento delle fondazioni al piano interrato, il rinforzo delle travi portanti interne ed esterne, il lavoro sulle pareti in cemento armato e il recupero dei solai. Operazioni che hanno comportato lavorazioni aggiuntive e inevitabilmente modificato tempi e organizzazione del cantiere. L’Asl ha spiegato che mediamente sono stati presenti sul posto 12-15 operai, tra carpentieri, muratori e addetti al movimento terra.

Il cantiere oggi

Non ci sono soltanto le opere strutturali. All’esterno sono state spostate le tubazioni delle reti idrica e antincendio, sono stati predisposti gli scavi per i nuovi ascensori ed è stato realizzato un nuovo ingresso. Anche gli interventi sugli infissi fanno parte di questo percorso. Ma guardando oggi il Padiglione 24 si percepisce quanto lavoro resti ancora da fare: i ponteggi sono ancora una presenza dominante e sulle facciate sono visibili aperture prive delle nuove finestre. Il colpo d’occhio, insomma, non è ancora quello di un edificio pronto per riaprire le porte.

La futura Casa di comunità hub

La posta in gioco, però, è importante. Il nuovo Padiglione 24 non sarà semplicemente la ristrutturazione del vecchio poliambulatorio, ma una delle Case di comunità hub della zona livornese (aperta sette giorni su sette, 24 ore su 24), destinata a raccogliere e integrare servizi sanitari e sociosanitari oggi distribuiti in più sedi. La struttura è stata progettata per servire un bacino di circa 34mila utenti e, a regime, dovrà ospitare medicina generale, specialistica ambulatoriale, infermieristica di famiglia e comunità, ambulatori di prossimità, servizi sociali, Punto unico di accesso e Punto di intervento rapido (Pir) per alleggerire il pronto soccorso. Sono poi previsti anche punto prelievi, screening, consultorio, telemedicina e attività diagnostiche. Nel nuovo edificio troveranno inoltre spazio servizi dedicati alla presa in carico delle cronicità e alle esigenze sociosanitarie, con l'obiettivo di avvicinare le cure ai cittadini e ridurre, quando possibile, il ricorso all'ospedale. È questa la funzione che rende il Padiglione 24 uno dei tasselli centrali della nuova organizzazione dell'assistenza territoriale livornese.

La sfida degli ultimi mesi

Ma prima di tutto bisogna finire il cantiere. Ed è qui che si concentra la sfida dei prossimi mesi. La città aspetta da più di sette anni di riavere quello spazio e l'Asl deve ora trasformare una scadenza sulla carta in una consegna reale. La differenza, questa volta, non la farà un nuovo cartello con una nuova data, ma la capacità di togliere ponteggi, chiudere le facciate, installare gli ultimi infissi, completare gli impianti e rendere gli ambienti effettivamente utilizzabili. Il Padiglione 24, insomma, è ancora a metà del guado: abbastanza avanti da lasciare intravedere la funzione che avrà, ma ancora abbastanza incompiuto da ricordare ogni giorno quanto lunga sia stata la strada. Dopo quasi otto anni di attesa, per Livorno è il momento in cui il vecchio poliambulatorio smetta di essere un cantiere e torni a essere, questa volta con una funzione rinnovata, un pezzo della città.

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