Livorno, truffata e derubata di tutto l’oro mentre la mamma è in fin di vita
Choc in viale Fabbricotti: la donna, 65 anni, raggirata dal falso carabiniere. Accertamenti su un uomo: «Corrispondeva alle descrizioni fornite»
LIVORNO. «L’auto di suo padre, una Citroën, è coinvolta in un reato, dobbiamo verificare alcune cose. Passiamo di lì». «Ma babbo è morto da 23 anni, non è possibile». Eppure, insistendo e approfittando del fatto che la madre fosse in fin di vita in ospedale, sono riusciti a sfruttare a loro vantaggio la sua fragilità, riuscendo a truffarla. Dicevano di essere carabinieri, di chiamare dalla Spezia e di dover mandare a casa sua un collega.
È così che una livornese di 65 anni, in un momento terribile della sua vita, è stata raggirata e derubata di tutto l’oro che aveva in casa. È successo nella mattinata di venerdì 2 ottobre, poco dopo le 10,30, in viale Fabbricotti. La donna ha ricevuto la classica telefonata della truffa del finto militare dell’Arma, ma i malviventi avevano evidentemente raccolto alcune informazioni su di lei e sulla sua famiglia. A un certo punto, infatti, chi era al telefono ha fatto il nome del padre, morto ormai da 23 anni.
La donna, insospettita, ha anche fatto presente che il padre era morto da molto tempo. Ma dall’altra parte hanno continuato a parlare, sostenendo di essere militari dell’Arma e spiegando che un collega sarebbe arrivato a casa sua. Una volta ottenuta la sua fiducia, il truffatore avrebbe anche fatto allontanare una vicina che in quel momento si trovava nell’abitazione: «Lei la mandi via, perché non ci deve stare».
Poi è arrivato il complice. Un uomo che si è presentato a casa della sessantacinquenne e che, secondo quanto ricostruito, è riuscito a convincerla a raccogliere e consegnargli i preziosi. Non si è limitato a prendere quello che trovava: avrebbe addirittura utilizzato una bilancia da cucina della donna per pesare l’oro. Un particolare che fa pensare a quanto tempo il truffatore sia riuscito a rimanere nell’abitazione e a quanto la vittima fosse ormai convinta di avere davanti una appartenente alle forze dell’ordine.
Solo dopo essersi resa conto del raggiro la donna ha iniziato a urlare: «Mi hanno rubato tutto». La vicina ha avvertito il marito, che ha chiamato i carabinieri. Quando l’uomo è arrivato nell’appartamento, però, la vittima era ancora al telefono con i truffatori. «Credevo che parlasse con i carabinieri, quelli veri – racconta il dirimpettaio, subito intervenuto – e le ho chiesto se li aveva chiamati lei. Mi ha risposto: “Mi hanno chiamato loro”». A quel punto l’uomo ha capito che qualcosa non tornava e ha allertato il 112. Dall’altra parte gli è stato spiegato che i truffatori stavano probabilmente tenendo occupata la linea proprio per impedire alla signora di contattare i veri militari.
Nel frattempo, però, il complice era già riuscito ad allontanarsi con l’oro. Sarebbe rimasto nell’abitazione per un periodo sufficiente a farsi consegnare i preziosi e poi è uscito. Sul posto, per cercare di rintracciarlo, sono intervenuti gli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, che hanno raccolto la descrizione di colui che si era presentato alla porta. Secondo quanto raccolto sarebbero in corso accertamenti su una persona che corrisponderebbe all’identikit: «Nell’immediatezza dei fatti – conferma il vicino – ci hanno detto che sarebbe stato individuato un uomo».
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