Livorno, Orti Urbani in via Goito: Frangerini apre alla trattativa – Come può cambiare il progetto
E il sindaco Luca Salvetti parla di passaggio percorribile: «L’accordo sarà nero su bianco»
LIVORNO. Stefano Frangerini apre alla trattativa e in particolare alla proposta di diminuire l’impronta degli edifici . «Ci sono due binari», spiega. Il primo è quello del confronto con Comune e Comitato, necessario per arrivare al miglior progetto possibile. Il secondo è quello formale: «Per fare il progetto bisogna avere non solo la proprietà, ma anche il possesso». Servono rilievi, censimenti e studi sul verde. E proprio sul progetto Frangerini conferma l’apertura mostrata al tavolo del 21 settembre. «Più si riduce l’impronta degli edifici e meglio è per l’ambiente», sottolinea. Il 10 per cento indicato dall’amministrazione può essere un riferimento, ma non un limite rigido: «Può essere il 9, l’11 o il 12. Non ci deve essere un concetto rigido, ma un concetto di progetto».
L’obiettivo: più parco e sostenibilità
L’obiettivo, dice, deve essere restituire alla città più parco possibile, integrando edifici, verde privato e verde pubblico, con fonti rinnovabili, verde pensile e costruzioni a zero emissioni di anidride carbonica. Sul passaggio dall’attuale rapporto 80-20 al 90-10 precisa però un aspetto: «È stata una proposta del sindaco. Io ero lì e mi sono dichiarato soggetto passivo», evidenzia il costruttore. Se quella scelta sarà inserita negli strumenti urbanistici o nella convenzione, Frangerini si adeguerà.
La lettera di Ance Toscana Costa al prefetto
Tutto questo mentre, nelle ore precedenti, era arrivata una richiesta netta da parte di Ance Toscana Costa: liberare l’area degli Orti Urbani di via Goito e consegnarla al soggetto che se l’è aggiudicata. A metterla nero su bianco è Ance Toscana Costa, con una lettera inviata al prefetto Giancarlo Dionisi e firmata dal presidente Werther Cacciatori. L’associazione dei costruttori parte da due punti: l’area è privata ed è occupata senza titolo da circa 14 anni; inoltre gli strumenti urbanistici vigenti continuano a riconoscere diritti edificatori. Per Ance si può discutere sulle scelte urbanistiche e sull’impatto del progetto, ma non sulla validità degli atti amministrativi e giudiziari già adottati. Da qui la richiesta alle autorità di intervenire rapidamente per dare esecuzione ai provvedimenti di rilascio e consentire la consegna dell’area.
«Nessuno vuole violenza»
Frangerini, tuttavia, respinge l’idea che dietro ci sia una richiesta di sgombero con la forza. «Nessuno vuole violenza, arroganza o prepotenza», sottolinea. Quello che viene chiesto al prefetto, sostiene, è il ripristino della legalità attraverso il dialogo. I due percorsi, aggiunge, possono andare avanti insieme e ricongiungersi in una soluzione condivisa.
L’intervento del sindaco Salvetti
Ed è sempre sul terreno dell’accordo che interviene il sindaco Luca Salvetti, dopo aver seguito la diretta social del Comitato. «Esprimo apprezzamento per il ragionamento che è stato fatto», dice. Per il sindaco il passaggio dall’80-20 al 90-10 «è assolutamente percorribile» e può consentire di tenere insieme diritti acquisiti e sostenibilità ambientale.
Gli atti e gli oneri di urbanizzazione
Salvetti raccoglie anche la richiesta di trasformare quella disponibilità in atti concreti. «Viene richiesto un atto dove si indichi questo nuovo riferimento» e insieme all’assessora Silvia Viviani ritiene che l’iter possa partire rapidamente. Il percorso passa dal piano attuativo e dalla convenzione, con il coinvolgimento dei cittadini. «Questo tipo di accordo sarà messo nero su bianco». Chiarimento, infine, sugli oneri di urbanizzazione. La Rotonda d’Ardenza era solo un esempio: restano possibili anche le aree alluvionate e i quartieri nord. E anche se parte degli oneri fosse utilizzata altrove, assicura Salvetti, il parco di via Goito verrebbe comunque rigenerato con un impegno diretto del Comune.
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