L'incendio e le esplosioni, «Una bombola a gpl come un razzo»: cosa è successo a Capraia
I pompieri hanno domato le fiamme al porto. La sindaca Marida Bessi: «Dobbiamo ringraziare i nostri "angeli in divisa"»
CAPRAIA. Momenti di paura nella notte fra lunedì 28 e martedì 29 settembre a Capraia, dove un incendio ha avvolto una palazzina di tre piani nella zona del porto, rendendo necessaria l’evacuazione dell’edificio e, in via precauzionale, di alcune abitazioni vicine. Le fiamme sono divampate nella cantina e in pochi minuti hanno coinvolto le parti più basse dell’immobile, con la facciata che si è rapidamente annerita. La parte interessata dal rogo, che conta complessivamente otto appartamenti, è stata dichiarata inagibile.
L’allarme è scattato la scorsa notte. I primi a intervenire sono stati i vigili del fuoco volontari del distaccamento isolano, che hanno iniziato a fronteggiare le fiamme mentre dalla terraferma venivano allertati i rinforzi. Da Livorno è infatti partita una squadra a bordo dell’unità navale veloce “Stem 12” del nucleo nautico. Decisivo l’impiego delle pompe della motobarca, che hanno consentito di garantire un rifornimento continuo di acqua attraverso un lungo stendimento di manichette fino alla palazzina. Un intervento che ha permesso di contenere l’incendio ed evitare che si propagasse ulteriormente.
Le condizioni meteo, con l’assenza di vento, hanno inoltre favorito le operazioni di spegnimento. Durante l’evacuazione un residente di 67 anni è scivolato, riportando una microfrattura a una spalla. Dopo essere stato soccorso dalla Svs, è stato trasferito con l’elicosoccorso “Pegaso” a Livorno. A provocare il rogo, stando ai primi accertamenti, sarebbe stato un cortocircuito nell’impianto elettrico. Le fiamme avrebbero poi raggiunto anche una bombola, «partita come un razzo, si è conficcata sul soffitto», spiega un abitante di Capraia.
Nella palazzina, come in tutta l’isola, non c’è infatti il metano. La fortuna è che nella parte dell’edificio interessata dal rogo non si trovava nessuno. Gli appartamenti sono in gran parte seconde case di proprietari toscani, abituali frequentatori dell’isola. Alcuni di loro fiorentini, altri livornesi. Nelle ore successive i vigili del fuoco hanno continuato a lavorare per escludere la presenza di focolai residui e verificare le condizioni dell’immobile, anche con l’elicottero “Drago” arrivato dalla terraferma.
La sindaca Marida Bessi, personalmente presente durante le operazioni di spegnimento, ha voluto ringraziare quanti sono intervenuti: «Un enorme grazie agli “angeli in divisa”. Abbiamo la fortuna di avere questi volontari, preparati e con un grande spirito di servizio. Con i pompieri la collaborazione è massima, dato che d’estate presidiano l’isola per un mese, ad agosto, grazie alla nostra offerta di vitto e alloggio. Per me rappresentano una grande sicurezza». Il ringraziamento della prima cittadina, naturalmente, si estende anche «ai volontari della Svs, ai carabinieri e alla guardia costiera».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
.jpeg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=f74d12d)