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Polizia locale, la tensione resta alta: Cisl e Csa prendono le distanze da Cgil e Uil

di Redazione Livorno
Il comando della municipale (foto d'archivio)
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Il comando della municipale (foto d'archivio)

Si fa sempre più duro lo scontro sindacale nella municipale. A dividere è il comandante Orlando dopo le ultime dichiarazioni in commissione  

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LIVORNO. La bufera sulla polizia locale non accenna a placarsi. Anzi, nelle ultime ore il fronte sindacale si è ulteriormente articolato, con posizioni diverse sullo stato di agitazione proclamato da Cgil e Uil e sulla gestione di una vertenza che ormai da mesi vede il corpo al centro di polemiche e tensioni. Sullo sfondo c’è anche la possibile riorganizzazione della macchina comunale annunciata dal sindaco Luca Salvetti, ma le organizzazioni sindacali precisano che le due questioni non coincidono.

Il punto di maggiore scontro resta il rapporto con il comandante Joselito Orlando e, più in generale, il modo in cui sono state affrontate alcune vicende interne al corpo. Dopo il duro attacco di Cgil e Uil, è arrivata la reazione dei rappresentanti della polizia locale, che contestano i toni utilizzati nel confronto pubblico e soprattutto il riferimento a singoli appartenenti al corpo. «Nell’ambito della discussione si è perfino giunti a parlare di “omissioni”, mancate denunce, facendo anche nomi e cognomi di chi fa parte del corpo, violando pubblicamente la privacy. Non possiamo restare indifferenti a questo atteggiamento che riteniamo denigratorio nei confronti del corpo e delle sue attività», è la posizione espressa da Cgil e Uil.

La vertenza è già entrata nella fase dello stato di agitazione e sul tavolo, come possibile sviluppo, ci sono anche ulteriori iniziative fino allo sciopero. Una prospettiva che rende ancora più delicato il confronto tra amministrazione, comando e organizzazioni dei lavoratori.

A prendere le distanze dallo stato di agitazione è però la Cisl Funzione pubblica, che interviene anche sulla riorganizzazione annunciata dal sindaco. «La Cisl Fp conferma la propria disponibilità a partecipare al confronto, nel rispetto delle prerogative e delle procedure previste dal contratto collettivo nazionale, di cui risulta firmataria», precisa il segretario di Livorno, Donato Gentile. E soprattutto chiarisce: «Lo stato di agitazione proclamato da altre sigle sindacali non scaturisce dalla riorganizzazione dell’ente annunciata dal sindaco ma verte su tematiche diverse e preesistenti».

La Cisl prende quindi le distanze «dallo stato di agitazione e da ogni forma di generalizzazione e strumentalizzazione, riconducibili a dinamiche di natura politica e non sindacale», rinnovando allo stesso tempo «la propria piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della polizia locale che da mesi sono al centro di polemiche». Nella nota viene ribadito anche il valore del servizio svolto quotidianamente dagli agenti: «Riteniamo fondamentale e di pubblica utilità il servizio svolto dal corpo, realizzato con senso di responsabilità e spirito di abnegazione». L’auspicio è quello di una rapida soluzione delle controversie, considerate dannose «per l’immagine dell’intera amministrazione comunale» e per «la serenità dei lavoratori».

Ma non è soltanto la Cisl a chiedere di distinguere le diverse posizioni sindacali. Anche il Csa Ral interviene sul tema della rappresentanza, mettendo in guardia dal rischio che una posizione assunta da alcune sigle (leggi: Cisl e Uil) venga considerata automaticamente come espressione dell’intero corpo. «Contestare o sostenere uno stato di agitazione rientra nella piena autonomia di ogni organizzazione sindacale – sottolinea il Csa –. Ma una posizione sindacale, per quanto legittima, non può essere automaticamente considerata la posizione di tutti i lavoratori senza che sia stato ricercato un confronto e verificato il reale coinvolgimento delle diverse rappresentanze». Da qui il «rammarico» espresso dal sindacato per il fatto che, quando vengono affrontate questioni riguardanti la generalità dei lavoratori, «non sempre tutte le sigle coinvolgono e convergono al confronto con tutte le diverse Organizzazioni Sindacali».

Il Csa annuncia quindi una propria assemblea dei lavoratori. L’obiettivo dichiarato è ascoltare il personale prima di parlare a nome dell’intero corpo, affrontando non soltanto le questioni organizzative, ma anche quelle economiche e stipendiali. «La rappresentanza deve partire dall’ascolto», ribadisce il sindacato.

E mentre il Comune si prepara ad affrontare il tema della riorganizzazione della macchina amministrativa, la polizia locale si ritrova così al centro di una partita che non riguarda più soltanto il rapporto tra personale e comandante. In gioco ci sono rappresentanza sindacale, organizzazione del lavoro, condizioni del personale e immagine stessa del corpo.

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