Livorno, tragedia in Corea: trovata morta da dieci giorni nella casa popolare
L'allarme dei vicini in via Amendola: «Temevamo il peggio, sentivamo cattivi odore». Poi la scoperta. Francesca Bruno aveva 68 anni. Rinvenute molte tracce di sangue. Le ipotesi investigative: appartamento e salma sequestrati
LIVORNO. È stata trovata morta in una pozza di sangue in una casa popolare di via Amendola, nel rione di Corea. Ci abitava da qualche mese. Tragedia alla periferia nord della città, dove nella tarda serata di martedì scorso una donna livornese di 68 anni, Francesca Bruno, è stata rinvenuta senza vita. A dare l’allarme i vicini: «Sentivamo un cattivissimo odore provenire dall’interno dell’abitazione – raccontano alcuni di loro – così abbiamo chiamato il 112». Fra le mura domestiche evidenti tracce ematiche, anche se molto probabilmente la vittima, che viveva da sola, sarebbe morta forse dopo un malore o una caduta. Si ipotizza perfino una decina di giorni. In ogni caso, la procura ha disposto ulteriori accertamenti, sequestrando la salma e l’appartamento in cui abitava in affitto dall’istituto provinciale che gestisce l’edilizia popolare.
La scoperta
Ma la speranza, prima della scoperta del dramma, era che in quella casa non fosse successo nulla grave. In pochi minuti al numero civico 43, nel condominio gestito da Casalp, è sopraggiunta una squadra dei vigili del fuoco di via Campania. I pompieri, aprendo la porta dall’esterno, hanno consentito ai sanitari di entrare nell’appartamento, che si trova al quarto piano. Con il medico del 118 che, purtroppo, non ha potuto far altro che constatare il decesso. Nella casa c’erano evidenti tracce di sangue. Per questo, ma principalmente perché siamo di fronte a una morte senza testimoni diretti, sono state avvertite le forze dell’ordine. Così, in serata, in Corea è sopraggiunto un equipaggio della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretto dal commissario capo Gabriele Nasca, seguito dai colleghi della scientifica e dal medico legale incaricato dalla procura. Lo choc Uno choc, per gli abitanti del palazzo. «Io non la conoscevo bene, lavoro e in casa oltre a quando dormo ci sto solo la mattina presto e la sera – racconta una signora – però siamo tutti sconvolti. Francesca abitava qui da qualche mese, l’alloggio popolare evidentemente le era stato assegnato molto recentemente». Prima di chiamare il 112 diversi inquilini degli appartamenti si sono consultati fra loro. Poi hanno deciso di avvertire la centrale unica delle emergenze: «Temevamo il peggio», commentano. Purtroppo avevano ragione.
Le ipotesi
Le tracce di sangue nell’appartamento hanno spinto gli inquirenti a effettuare ulteriori approfondimenti. L’ipotesi principale è quella del malore improvviso o della caduta accidentale, non quindi qualcosa di violento o comunque provocato da un’altra persona. Così, in serata, la salma è stata trasferita al cimitero dei Lupi dal personale delle onoranze funebri della Svs di via San Giovanni, in attesa dell’eventuale autopsia. L’indagine ora proseguirà con gli agenti della Squadra mobile di via Fiume, coordinati dal vicequestore Riccardo Signorelli, chiamati a far luce sulla tragedia.
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