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Calafati, stavolta ci siamo: «Ora summit sul futuro»

di Flavio Lombardi
Calafati, stavolta ci siamo: «Ora summit sul futuro»<br>

Entro il 31 la fine dei lavori da 4,5 milioni di euro con fondi Pnrr. Scarpellini: «La decisione sull’utilizzo sarà condivisa coi presidi»

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Livorno Cinquantatré giorni fa il Calafati era ancora una corsa contro il tempo. Il 9 luglio, dopo la proroga concessa dal ministero dell’Istruzione, il nuovo traguardo era diventato il 31 agosto ed entro quella data la Provincia avrebbe dovuto arrivare alla dichiarazione di fine lavori per non mettere a rischio il finanziamento Pnrr. Allora l’edificio affacciato sul porto Mediceo, conservava ancora l’immagine di un cantiere che aveva accumulato ritardi e difficoltà. Oggi, a una settimana dalla scadenza, il quadro è chiaro e confortante. La presidente della Provincia Sandra Scarpellini conferma che il cronoprogramma è rispettato e che, salvo imprevisti eccezionali, il passaggio decisivo sarà centrato.

«A meno che non succeda qualcosa di veramente inaudito, il 31 agosto avremo la dichiarazione di chiusura dei lavori», spiega. Una frase che pesa, visto che a inizio luglio il termine del 30 giugno era già stato superato e senza la proroga il progetto avrebbe rischiato di scontrarsi con i vincoli stabiliti. L’intervento vale quasi 4,5 milioni di euro, oltre 3 dei quali finanziati con fondi Pnrr.

La Provincia, stavolta, si sbilancia più di quanto abbia fatto in passato. «Siamo sempre stati molto cauti, ma oggi, quando manca una settimana alla scadenza, siamo in linea perfetta per poter chiudere con la dichiarazione di fine lavori». Non significa però che il 31 agosto ogni opera sarà materialmente terminata. Da quel momento scatteranno i sessanta giorni previsti per le lavorazioni di completamento e rifinitura, interventi marginali individuati dalla direzione lavori e non incidenti sulla funzionalità generale dell’immobile. Il calendario porta così fino alla fine di ottobre, con il primo novembre come riferimento conclusivo.

Anche su questo fronte la Provincia ritiene di avere ridotto i margini di rischio. «Il materiale necessario è completamente accantonato sul posto», sottolinea Scarpellini. Si tratta di laterizi, componentistica elettrica e di tutto ciò che serve per ultimare le opere edilizie e impiantistiche residue. Non di arredi scolastici o attrezzature per laboratori: quelli arriveranno in un secondo momento, quando sarà stabilito chi dovrà occupare l’edificio. Tra le lavorazioni ancora da completare ci sono anche alcune sistemazioni relative all’ascensore. «Sono piccole cose, ma fondamentali», precisa la presidente.

Il risultato pesa ancora di più guardando alla storia recente del Calafati. Per mesi l’edificio era rimasto poco più di uno scheletro. Nel settembre 2023 era stato necessario liberarlo da persone che vi si erano sistemate; poi l’impresa aveva dovuto attendere che fosse svuotata anche la palazzina dell’ex custode sul retro. Solo nel corso del 2024 i lavori erano riusciti a entrare nella fase operativa. Una sequenza di ostacoli che aveva trasformato ogni scadenza in un affanno.

Superato il traguardo del 31 agosto, però, resterà aperta un’altra partita: quella sull’utilizzo della struttura. In passato il Calafati era stato indicato come possibile risposta ai problemi di spazio del liceo Enriques, ma oggi la Provincia evita di dare per acquisita una destinazione definitiva. «Il tema è congelato, ma non perché sia successo qualcosa di preoccupante o di nuovo», chiarisce Scarpellini. «Ci siamo dati prima l’obiettivo di scollinare il 31 agosto. Il passaggio successivo sarà il percorso con i dirigenti scolastici degli istituti eventualmente interessati».

L’idea è di non trasformare un’indicazione del passato in una scelta automatica. «Vogliamo prendere la decisione più giusta e più corretta, non scegliere qualcosa solo perché era stato detto in precedenza. Per noi sarà una grande soddisfazione poter mettere a disposizione dell’offerta scolastica livornese un immobile in più». Una scelta che riguarderà anche la configurazione interna: se la destinazione richiederà laboratori, aule speciali o dotazioni specifiche, gli allestimenti dovranno essere definiti di conseguenza.

Una certezza, intanto, c’è già: il Calafati non aprirà con il primo giorno del nuovo anno scolastico. Le difficoltà incontrate durante il percorso hanno fatto tramontare questa ipotesi e le classi partiranno regolarmente nelle sedi già organizzate. Questo, però, non significa che l’immobile resterà inutilizzato fino all’anno scolastico successivo. «Non lo so ancora dire», risponde Scarpellini alla domanda su un possibile trasferimento durante l’anno. «È una scelta che dovrà passare da un ragionamento condiviso con i dirigenti e con il mondo della scuola, per capire come sia meglio utilizzarlo».

E così, mentre a luglio il Calafati era soprattutto il simbolo di una scadenza pericolosamente vicina, oggi la prospettiva si ribalta. Il 31 agosto non è più un muro da evitare, ma un traguardo a portata di mano. Subito dopo partirà la fase delle rifiniture e si aprirà il confronto sulla destinazione scolastica. Dopo anni di attese, occupazioni, sgomberi, rinvii e lavori partiti a fatica, l’edificio lasciato dagli studenti del Vespucci nel dicembre 2018 si avvicina finalmente alla conclusione della sua lunga trasformazione.l



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