Livorno, preso mentre ruba i formaggi alla Conad di via Fagiuoli
Probabilmente ha agito su commissione: un agente fuori servizio, lì per fare la spesa con la figlia, lo ha bloccato. Poi è stato denunciato dai carabinieri
LIVORNO. Quasi sicuramente ha agito su commissione: è entrato nella Conad di via Fagiuoli, in centro, cercando di scappare con una decina di forme di formaggio, fra cui Grana Padano e Parmigiano Reggiano, nascoste nello zaino. Voleva evidentemente rivenderle. Ma alcuni dipendenti del centro della grande distribuzione organizzata, vedendolo all’opera, hanno iniziato a urlargli contro, cercando di afferrarlo per un braccio e consentendo a un poliziotto fuori servizio, secondo alcuni testimoni nel supermercato per fare la spesa insieme alla figlia, di bloccarlo in attesa dell’arrivo di una pattuglia dei carabinieri.
Cosa sappiamo
Un trentenne livornese – «entrato nel punto vendita sporco e sudato», racconta un testimone oculare, che al Tirreno chiede l’anonimato – è stato denunciato dai militari dell’Arma, prontamente intervenuti dopo l’allarme dell’agente al 112. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi. L’uomo, fermato anche con l’aiuto dei lavoratori della Margherita, alla fine non ha opposto resistenza e la merce, una buona parte della quale a marchio Conad, è stata immediatamente restituita al direttore del punto vendita, presente durante l’accaduto. I prodotti sono stati poi giudicati rivendibili, visto che per fortuna non si era mai fermata la catena del freddo.
Il ruolo dell’agente
Prima dell’entrata in azione del poliziotto, spintonandoli, il cliente era comunque riuscito a uscire all’esterno del negozio. I dipendenti, infatti, avevano provato a bloccarlo afferrandolo per un braccio, ma non ci sono riusciti. E ha rischiato di fuggire. «L’agente fuori servizio – commenta ancora il testimone oculare – si è trovato nel posto giusto al momento giusto ed è rimasto nel supermercato in attesa dell’arrivo della pattuglia. Il suo ruolo è stato decisivo e tutti i lavoratori del negozio lo hanno ringraziato». Le forme di formaggio, secondo quanto ricostruito, avevano un valore commerciale complessivo di diverse decine di euro e, secondo quanto ricostruito, l’uomo potrebbe aver agito su commissione, per rivenderle insomma. È il sospetto degli inquirenti: difficile, infatti, che possa essersi impossessato di tutto quel formaggio per autoconsumo. Più probabile, invece, che avesse già dei “clienti” pronti ad acquistarglielo ovviamente a prezzo largamente inferiore rispetto a quello commerciale. Accertamenti, questi, che nel caso svolgeranno gli stessi carabinieri.
La restituzione
I militari della Compagnia di Livorno, comandati dalla maggiore Federica Burzio, dopo aver ascoltato i testimoni hanno raccolto la denuncia del responsabile del punto vendita, che è poi potuto rientrare in possesso della merce sottratta. Come anticipato è stata giudicata tutta rivendibile: non si era mai fermata la catena del freddo, essendo i formaggi rimasti fuori dai frigoriferi solo per qualche decina di minuti.
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