Livorno, morta dopo il crollo del terrazzo: ascoltato l’amministratore di condominio – Le indagini: il punto centrale da chiarire
Proseguono le indagini per fare luce sulla morte della prof Roberta Celli. Acquisiti i primi verbali delle assemblee condominiali
LIVORNO. È stato ascoltato dagli inquirenti l’amministratore di condominio nell’ambito delle indagini avviate per fare luce sulle cause del crollo del balcone della palazzina di via Bonomo, costato la vita a Roberta Celli, 56 anni, insegnante di italiano e storia al Liceo Cecioni.
Gli investigatori hanno inoltre acquisito i primi verbali delle assemblee condominiali, documentazione ritenuta utile per ricostruire la storia dello stabile e capire se nel tempo siano emerse segnalazioni, problematiche o discussioni relative allo stato dei terrazzi e alla necessità di eventuali interventi.
I nodi dell’inchiesta
E proprio il capitolo dei lavori rappresenta uno dei nodi dell’inchiesta: da quanto si apprende, infatti, ci sarebbero stati interventi previsti, ma non deliberati dall’assemblea del condominio, amministrato dallo studio “Giulio Giulietti Snc”.
Un elemento che gli investigatori stanno approfondendo per capire che cosa fosse stato effettivamente rilevato, quali lavori fossero stati ritenuti necessari e per quale motivo non si sia arrivati, eventualmente, alla loro approvazione. Sarà necessario anche stabilire se quegli interventi riguardassero proprio la porzione di terrazzo poi crollata o parti della struttura di competenza condominiale.
Il punto centrale dell’indagine è ora stabilire se esistano responsabilità penali riconducibili a singoli proprietari degli appartamenti oppure, più in generale, al condominio. La polizia municipale, attraverso le sezioni specializzate di Palazzo Civico, sta lavorando insieme ai vigili del fuoco, impegnati soprattutto sul versante tecnico. Gli accertamenti dovranno mettere in relazione le condizioni della struttura con la documentazione acquisita e con quanto emerso nelle assemblee: sarà quindi la ricostruzione complessiva, tecnica e documentale, a chiarire se il cedimento sia stato improvviso e imprevedibile oppure se esistessero elementi che avrebbero potuto richiedere un intervento. Al momento si tratta di accertamenti ancora in corso e nessuna responsabilità può essere considerata definita.
La tragedia
Il giorno della vigilia di Ferragosto, Roberta Celli si trovava sul terrazzo della sua abitazione di via Bonomo quando una grossa porzione della struttura ceduto all’improvviso. Era appena rientrata dal mare e stava sistemando i teli per farli asciugare quando sotto i suoi piedi si è aperta una voragine e la donna è precipitata per circa dieci metri dal terzo piano. Le macerie hanno sfondato anche il terrazzo sottostante, che per fortuna in quel momento era vuoto.
I soccorsi erano stati immediati. Sul posto erano intervenuti le ambulanze della Svs, i vigili del fuoco, la polizia municipale, i carabinieri e la protezione civile. La donna è stata trasportata in ospedale, dove i medici hanno tentato a lungo di rianimarla, ma le ferite riportate nella caduta erano troppo gravi e Roberta Celli è morta lasciando un vuoto profondo soprattutto nel mondo della scuola.
I funerali
Intanto la salma resta ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa che vengano completati gli accertamenti e possa essere restituita ai familiari. Soltanto dopo sarà possibile procedere con il funerale, un momento atteso da quanti vogliono poterle dare l’ultimo saluto. Un addio a una donna e a un’insegnante che ha lasciato una traccia profonda nella vita di molte persone.
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